Il Tirreno

Empoli

Tares, poche richieste di sconto i Comuni riaprono i termini

di Francesco Turchi
Tares, poche richieste di sconto i Comuni riaprono i termini

Complice la scarsa informazione, a Publiambiente sono arrivate poche domande dalle aziende Ora i sindaci concedono una seconda chance. Plaudono per l’iniziativa le associazioni di categoria

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EMPOLI. Lo sconto sulla Tares c’è, ma non si vede. Nessuno l’ha nascosto di proposito, ma evidentemente non è stato neanche pubblicizzato nel migliore dei modi. Perché è difficile, o meglio, impossibile (visti i tempi) che le imprese decidano di snobbare lo sconto su una tassa. Ma i numeri parlano chiaro: al 30 novembre scorso – data fissata inizialmente come scadenza per la presentazione delle domande – agli uffici di Publiambiente sono arrivate appena 170 domanda di riduzione per le utenze non domestiche dalle imprese dell’Empolese Valdelsa. Decisamente poche, anche perché le casistiche che danno diritto a una riduzione sono varie e – teoricamente – comprendono una platea molto più vasta. Se ne sono resi conto anche i sindaci che stanno lavorando per riaprire i termini per la presentazione delle domande. L’ufficialità arriverà nei prossimi giorni, ma intanto le associazioni di categoria stanno già compilando i moduli per decine di attività dei settori più svariati.

A meno di colpi di scena, tutti gli undici Comuni approveranno una delibera di riapertura dei termini, probabilmente fino al 31 maggio: nel frattempo sarà recapitato un ulteriore acconto (nel corso del mese di marzo) e una volta messo insieme il quadro delle richieste di sconti, saranno calcolate e recapitate (all’inizio dell’estate) le tanto temuto bollette del saldo (con la possibilità comunque di “spalmare” su due anni le cifre-killer, come da accordi tra Unione e categorie).

Questo, in linea di massima, il nuovo cronoprogramma messo a punto dai sindaci, che nel frattempo dovranno anche iniziare a lavorare sul regolamento Tari, la tassa sui rifiuti che manda in pensione la Tares (con Tasi e Imu compone la Iuc, Imposta unica municipale).

Ma vediamo nel dettaglio quali sono gli sconti (da distinguere rispetto al -30% previsto per i virtuosi della differenziata), anche sostanziosi (riferiti al 2013) ma poco conosciuti, che si potranno richiedere con la riapertura dei termini. A cominciare da quella parte delle attività artigianali e industriali in cui sono insediati processi produttivi che generano rifiuti speciali, per i quali il produttore dimostri di aver correttamente provveduto a sue spese allo smaltimento. Ma in molti casi è impossibile fare una distinzione, perché nelle stesse aree si possono produrre contestualmente rifuti urbani e speciali. In questi casi si applica una riduzione forfettaria che varia in base alla categoria di appartenenza. Tanto per fare qualche esempio: officine meccaniche e di carpenteria metallica 30% di sconto, carrozzerie 35%; produzione di ceramiche, falegnamerie, locali per attività di impianti, distributori carburanti, locali dell’industria tessile -20%; gommisti e concerie -40%. Altri sconti sono previsti anche per le attività stagionali (massimo 183 giorni all’anno). E, infine, “taglio” del 50% della Tares per ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, mense, pub e birrerie con superfici superiori a duecento metri quadrati che utilizzano alcuni locali in modo stagionale, per esempio in occasione di cerimonie. La riapertura dei termini per le domande viene salutata con soddisfazione dalle categorie: «È una buona opportunità per le imprese» sottolinea la coordinatrice di Cna dell’Empolese Valdelsa, Elena Bardi. Che nell’occasione invita i Comuni ad accelerare sul fronte Tari: «Spero che il confronto sul regolamento inizi quanto prima, per non ritrovarsi poi a dover prendere decisioni in extremis come è avvenuto con la Tares. E mi auguro che sia più simile alla Tia, in grado di premiare in maniera puntuale i virtuosi della raccolta differenziata».

Alle prese con le domande di riduzione anche Confesercenti: «Illustreremo questa opportunità a tutti i nostri iscritti – spiega il coordinatore Lapo Cantini – ma vista che si parla tanto di semplificazione, credo che si dovrebbe iniziare da questo tipo di pratiche, la cui compilazione è troppo complicata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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