Buona politica per i deboli Dusca fa il pieno a La Perla
Erano trecento per la presentazione della candidata di Fabrica Comune Con lei sul palco anche giovani senza lavoro, operai e professionisti
EMPOLI. Parte con poche parole, poche ma decise: slancio contro l'immobilismo, sobrietà, ascolto dei bisogni delle persone, buona politica come unica arma per i più deboli. La presenta così Dusca Bartoli la sua sinistra per Empoli di fronte a 300 persone. Sul palco del cinema La Perla per la prima uscita ufficiale la candidata sindaco di Fabrica Comune (dentro la quale stanno partiti come Sel, Rifondazione e Comunisti italiani, insieme a varie associazioni e pezzi di società civile) comincia a parlare con una platea gremita davanti e una schiera di giovani e meno giovani dietro, quasi a rappresentare un'onda che la sostiene nel suo cammino. «Vogliamo una sinistra che sia capace di vincere e che possa rappresentare un'alternativa per governare, in contrapposizione ad un partito democratico sempre più conservatore e incapace di proporre idee veramente nuove».
La palla è lanciata, il frame è creato, il contesto è pronto per essere riempito di quei racconti che hanno dato il titolo alla serata di lunedì scorso, “Raccontiamoci”. Una presentazione, la sua, che vuole essere una narrazione collettiva, che non sia la proposta dell'uomo solo al comando ma che scaturisca direttamente dalle aspirazioni dei cittadini. E queste aspirazioni emergono e prendono campo. Sotto la luce dei riflettori, si susseguono decine di interventi che raccontano appunto come vorrebbero la loro città. Operai, precari, liberi professionisti, insegnanti, dipendenti pubblici, professionisti: ognuno porta il proprio pezzetto e Dusca Bartoli, che torna ad intervenire a più riprese, cerca di metterli insieme a formare il puzzle. Ci sono i più giovani che parlano del lavoro che manca e che spesso non ha dignità: Edoardo e il suo posto da ricercatore a Ginevra, Isabella e una disoccupazione lunga un anno, Federico e il bisogno di investimenti per le start-up, Anna e il lavoro atipico nelle cooperative. E poi ci sono Massimo Viti, autista e sindacalista, che chiede «più coraggio nel fondere i servizi per avere più voce in capitolo come area». E Donatella Moretti, graphic designer, che chiede «un cambio di marcia sul turismo, capace di diventare un volano per l'economia del territorio». E ancora i professionisti: Dario Faggioli che parla di tecnologie per le energie rinnovabili, Katia Fontanelli che chiede che venga aggiornato il piano per le emergenze ambientali, l'architetto Letizia Cavallini che pretende che «l'amministrazione pubblica riprenda il mano il progetto della città». Per ampliare con la sanità (Luisa Giorgi, infermiera) e l'istruzione (Vittorio Corsano, insegnante) e l'assistenza agli anziani (Irene Noto, futura animatrice nelle Rsa). Dusca riprende tutti i temi e lancia le sue proposte. «Il patrimonio pubblico deve esser aperto ai cittadini – dice – c'è bisogno di condivisione e di qui la necessità di puntare su progetti di coworking e cohousing. Empoli deve diventare una città aperta ai giovani, che sappia investire pur con poche risorse con progetti di microcredito e di agricoltura solidale. Quindi attacca. «Basta con le esternalizzazioni dei servizi – afferma – e introduzione di regole più stringenti sugli appalti».
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