Gioco
«Non vogliamo l’assistenzialismo, ma un lavoro. La dignità ce l’avete già tolta»
«Ho una grave malattia e le cure sono costosissime. Non voglio l’assistenza sociale, voglio un lavoro. Intanto la dignità ce l’avete già tolta». Leonarda (nella foto), moglie di Luigi Gravina,...
«Ho una grave malattia e le cure sono costosissime. Non voglio l’assistenza sociale, voglio un lavoro. Intanto la dignità ce l’avete già tolta». Leonarda (nella foto), moglie di Luigi Gravina, dipendente Shelbox, schiuma rabbia. Con la sua sedia a rotelle si avvicina al tavolo del sindaco nella sala rossa del municipio.
E si scaglia contro le istituzioni in generale, supportata da un gruppetto di lavoratori disillusi, che puntano l’indice anche contro «il Comune di Certaldo che ha permesso l’avvio di una nuova attività nel settore delle case mobili (Cr abitare, ndr)» che secondo alcuni potrebbe portare ulteriori conseguenze negative per il futuro della Shelbox. Giovanni Occhipinti dal canto suo sottolinea che gli enti non hanno alcun mezzo, e soprattutto nessun motivo per vietare agli imprenditori di avviare un’azienda. Poi spiega: «Il Comune di Castelfiorentino sta facendo il massimo ma la situazione è drammatica. E basta un dato per fotografarla: la spesa nel sociale è salita a 1,2 milioni di euro rispetto agli 890mila euro del 2010».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
