Attenzione
In centinaia a tifare per la “Fabrica” di Dusca Bartoli
Cinema La Perla pieno per il candidato sindaco della sinistra con l’appoggio di Sel, Rifondazione comunista e Comunisti italiani
EMPOLI. Cinema La Perla pieno per la presentazione di Dusca Bartoli. Che punta su slancio contro l'immobilismo, sobrietà, ascolto dei bisogni delle persone, buona politica come unica arma per i più deboli. La presenta così Dusca Bartoli la sua sinistra per Empoli. Sul palco del cinema “La Perla” per la prima uscita ufficiale la candidata sindaco di Fabrica Comune (dentro la quale stanno partiti come Sel, Rifondazione e Comunisti italiani, insieme a varie associazioni e pezzi di società civile) comincia a parlare con una platea gremita davanti e una schiera di giovani e meno giovani dietro, quasi a rappresentare un'onda che la sostiene nel suo cammino. «Vogliamo una sinistra che sia capace di vincere e che possa rappresentare un'alternativa per governare, in contrapposizione ad un partito democratico sempre più conservatore e incapace di proporre idee veramente nuove». Una presentazione, la sua, che vuole essere una narrazione collettiva, che non sia la proposta dell'uomo solo al comando ma che scaturisca direttamente dalle aspirazioni dei cittadini. E queste aspirazioni emergono e prendono campo. Sotto la luce dei riflettori, con la voce spesso rotta dall'emozione, si susseguono decine di interventi che raccontano appunto come vorrebbero la loro città. Operai, precari, liberi professionisti, insegnanti, dipendenti pubblici, professionisti: ognuno porta il proprio pezzetto e Dusca Bartoli, che torna ad intervenire a più riprese, cerca di metterli insieme a formare il puzzle. Ci sono i più giovani che parlano del lavoro che manca e che spesso non ha dignità. Dusca riprende tutti i temi e lancia le sue proposte. «Il patrimonio pubblico deve esser aperto ai cittadini – dice – c'è bisogno di condivisione e di qui la necessità di puntare su progetti di coworking e cohousing. Empoli deve diventare una città aperta ai giovani, che sappia investire pur con poche risorse con progetti di microcredito e di agricoltura solidale. E poi ci sono i problemi legati all'abitare da risolvere e quelli delle politiche sociali da discutere insieme, senza dimenticare l'ambiente con un piano energetico di area da lanciare».
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