Sicurezza
Una scadenza ogni tre giorni Ma non mollano
Ecco gli artigiani della Cna che investono e si rinnovano. Tra loro anche Antonio Ponzo
EMPOLI. Un’impresa artigiana con tre dipendenti di media deve sottostare a 22 adempimenti divisi in 70 scadenze tributarie in un anno: autocertificazioni Iva, fatturazioni differite, Tares, Irap, Imu, studi di settore. Una scadenza ogni 3 giorni con un carico fiscale pari al 43,6%. «Questo non può più rappresentare il substrato ideale per la nascita, lo sviluppo e la crescita delle imprese - spiegano Marco Landi presidente della Cna Empolese Valdelsa ed Elena Bardi direttore di Cna - ma c’è chi, nonostante tutto, sta affrontando questa “trasformazione” economico sociale e politica a testa alta, destreggiandosi tra tasse, lacci e lacciuoli burocratici e che ha il coraggio di diversificare, innovare, esportare all’estero, tutto questo facendo leva sulle proprie risorse, sulle proprie idee, sui propri sogni, sul coraggio, sull’interimprenditorialità».
L’iniziativa. Per questo motivo, in collaborazione con Cna, da oggi faremo una serie di approfondimenti su chi, nell’Empolese Valdelsa, resiste nonostante tutto e tutti. «C’è chi sta dimostrando che un rinnovo generazionale nelle piccole e medie imprese c’è ed è molto attivo - spiegano Bardi e Landi - tra l’altro Veronica Balzani, presidente dei Giovani imprenditori di Cna Firenze, insieme a tutti i presidenti territoriali, ha pensato fosse importante raccontare le esperienze dei colleghi. E insieme a noi ha dato il via all’iniziativa “Gli imprenditori si raccontano”, dando voce ai protagonisti tramite il racconto delle proprie esperienze». E Il Tirreno interagirà con l’associazione per divulgare questo piccolo patrimonio.
I protagonisti. Il progetto vede coinvolte una decina di aziende di differenti settori: dal fornaio al tappezziere, dall’impiantista innovativo all’ideatore di Smart Cities, dall’albergatore al meccanico di mezzi agricoli, da chi produce capi spalla in pelle a chi commercia utensili con la Russia. Fino a chi fa la birra. Tutto questo per testimoniare che esistono eccellenze in tutti i settori e che si può ancora fare impresa e farla bene. Da ogni storia trapela un forte legame col territorio, nessuno tra questi imprenditori ha pensato di andare a fare esperienze imprenditoriali fuori. «Chi di loro, ha attinto nuove idee all’estero - spiegano Bardi e Landi - lo ha fatto, sperimentando direttamente da dipendente o da turista, acquisendo professionalità da riversare nel territorio di provenienza, nonostante che lo stesso “territorio” non si sia dimostrato sempre “amico”». E Cna fa anche qualche esempio: «Avere 11 interlocutori amministrativi (11 comuni su poco più di 700 kmq) è dispersivo - vanno avanti - non avere poi un collegamento tra Castelfiorentino ed Empoli efficiente e efficace, la statale 429, rischia di isolare i comuni. Questo dovrebbe scoraggiare, ed invece no. Questi imprenditori vogliono dimostrare che questo è un territorio talmente ricco tale da generare tessuto imprenditoriale già così senza essere “fertilizzato”. Immaginiamo quindi, se ci fosse qualche “potere” a supportarlo, quanta ricchezza imprenditoriale potrebbe generare».
La prima storia, le Smart City. Per creare la “città intelligente” servono progetti e investimenti che puntino a semplificare e ottimizzare i servizi alla cittadinanza, dai trasporti alla comunicazione, dal settore energetico alla gestione dei rifiuti. I campi di applicazione sono infiniti. Antonio Ponzo, ingegnere e imprenditore di 44 anni, nato a Fucecchio ma residente a Empoli, ha aperto l’impresa “Smart City Me”. E ha deciso di investire nella progettazione di servizi al cittadino che ne possano migliorare lo stile di vita. “L’idea, già promossa in altre città di Italia e anche all’estero – spiega Ponzo – è creare implementazioni tecnologiche e logistiche capaci di migliorare la vita in città. In senso lato un abitato urbano può diventare smart, intelligente. Spesso si tratta di rendere più efficienti servizi che già esistono». Laureato in ingegneria dei trasporti, Ponzo prima di dedicarsi alla Smart City ha lavorato per una multinazionale francese e in un’azienda farmaceutica americana. «Ho operato nell’ambito dell’innovazione tecnologica e dell’analisi di vendita – spiega – concentrandomi molto sulle esigenze del consumatore finale. In Italia ho fatto parte anche di un’azienda leader nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Il passo finale di mettermi in proprio un anno fa è nato per far fruttare tutto quello che ho appreso in anni di lavoro e ho deciso di farlo qui, e non altrove, perché credo ancora che questo paese possa uscire dalla crisi». «Conosco le modalità e le consuetudini dei consumatori di oggi - va avanti - la realtà, la tecnologia, internet e i collegamenti sempre più stretti, fanno sì che il consumatore pretenda servizi veloci ma allo stesso tempo efficienti. Con la mia attività vorrei creare per la città e il cittadino un modello di città intelligente o, come dico io, consapevole» Ponzo sta portando avanti diversi progetti confrontandosi con tante aziende del territorio locale ma anche del resto di Italia. Spiega chiaramente come nel mondo economico odierno serva fare rete, condividere le idee e le risorse. Oggi molto più che di prima. Molti dei progetti di cui si occupa, alcuni ancora in fase embrionale, potrebbero interessare in futuro anche l’Empolese Valdelsa. «Per esempio con un’azienda della zona stiamo collaborando all’idea di creare un nuovo piano informativo e informatizzato a livello di mobilità – continua - un piano che possa servire in primis a monitorare il traffico e dire al cittadino in tempo reale che strade prendere per fare prima a recarsi nel posto che desidera. Sto pensando da tempo a creare un portale unico per tutti i comuni del circondario, un contenitore per accedere a tanti servizi, rapido e chiaro. È già pronto un progetto di casse automatiche di pagamento per supermercati, ma applicabile a tanti altri tipi di attività. Possono essere realizzate a basso costo, personalizzabili e progettate in modo tale che i costi di manutenzione siano ridotti al minimo e per il cittadino pagare sia facile e veloce». Idee, progetti volti a migliorare e semplificare la vita del cittadino. «Oggi la vera sfida In Italia – sottolinea Ponzo – è trovare chi crede nelle innovazioni e ti sostiene economicamente. Anche nel campo delle Smart City le idee non mancano ma serve fare impresa, uniformare, creare una rete. Purtroppo da giovane imprenditore vedo una mancanza di fiducia nei confronti di chi prova a proporre qualcosa di nuovo in Italia, credo che in parte sia dovuto allo scollamento tra le esigenze di uno sviluppo tecnologico e la preparazione e le conoscenze delle persone all’interno delle istituzioni. Troppo spesso anche nell’Empolese mi scontro con una realtà dove la visione sugli scenari futuri è limitata e ristretta. Un peccato perché le eccellenze ci sono e sono tante».
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