Sicurezza
Quando Nanni produsse cultura vera
Nel 1975, a 23 anni, fu nominato assessore nella giunta Assirelli
EMPOLI. Nella quarta consigliatura del sindaco Assirelli (1975-1980), Romano Nanni fu nominato, a soli 23 anni, assessore con deleghe all'attività culturale e artistica, rapporti con le associazioni, biblioteca comunale, premio Pozzale e turismo. Nei primi mesi del 1976, Nanni enunciava le linee d'azione per il quinquennio e, soprattutto, presentava per la prima volta una visione complessiva e di lungo periodo della politica culturale. «Produrre cultura non significa solo fare nuove scoperte - affermava Nanni, convinto che la cultura avesse sempre e comunque un valore "educativo" - , produrre nuovi concetti, ma anche fare opera di diffusione delle tappe già acquisite, quasi a formare una seconda natura degli individui».
Considerando, poi, il momento storico, caratterizzato da una grave "crisi morale", la giunta era obbligata a impegnarsi per «creare le condizioni di accesso di grandi masse alla cultura, recuperando, per questa via, quel pregnante concetto, proprio dell'illuminismo tedesco, di cultura come "bildung", educazione dell'uomo, formazione di civiltà». All’enunciazione del programma, seguirono anche le realizzazioni. Principalmente tre: il rinnovamento dell'organizzazione e dell'attività della biblioteca comunale, il premio letterario"Pozzale" e la creazione di una nuova importante struttura in campo musicale, il centro studi musicali "Ferruccio Busoni". Pochi mesi dopo, nell'aprile del 1976, il consiglio comunale approvava i nuovi regolamenti istitutivi dei tre enti. La giunta ebbe via libera. (p.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google