Sicurezza
Monumento ai caduti incompleto
Inaugurato nel 1922, ignora sessanta soldati morti in guerra
FUCECCHIO. Alla fine della cerimonia, Comune e comitato pro monumento offrirono un pranzo a vedove e orfani dei caduti nella Grande Guerra. Era domenica 25 giugno 1922, quinto giorno d'estate. Tempo buono. Folla in piazza Maggiore, chiamata da poco piazza Vittorio Veneto e, per i fucecchiesi, da quel giorno piazza dei Caduti, e lungo il percorso. Ospiti d'onore il principe d'Udine, arrivato su un'auto scoperta, l'ex ministro della pubblica istruzione Ferdinando Martini e il grande invalido Carlo Delcroix, incaricato dell'orazione ufficiale, piena di luoghi comuni, roboante. Picchetto d'onore. Rappresentanze militari. Strade e piazza con bandiere e festoni. Onori di casa da parte di Alberto Doddoli, commissario prefettizio, subentrato al sindaco Angiolo Cecconi, a capo di una maggioranza socialista straripante, esautorato dai fascisti dopo i fatti di Empoli, nel 1921.
Il concorso, indetto dal comitato, presieduto da Giuseppe Taddei dalla costituzione (1919), è stato vinto dal pittore e scultore Augusto Miniati, allievo di Giovanni Fattori e Raffaello Romanelli, autore del monumento a Giuseppe Montanelli. È brutto, ma tutti applaudono. Ha una stele alta sei metri di travertino e due figure (la Vittoria e un soldato morente) di bronzo. Nella stele, i nomi dei caduti di tutto il territorio comunale. Così si credeva. Con la scrittrice Cinzia Giuntoli, sto portando avanti una ricerca sulla Grande Guerra, nel centenario, da cui risulta che dei quasi 300 morti, 62 furono ignorati. Per quale motivo?
Nel 1995, il monumento è stato trasferito nei giardini di piazza XX Settembre.
Riccardo Cardellicchio
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