Sicurezza
La madre di Leonardo una schiava orientale?
VINCI. L'occasione della pubblicazione dell'inedito di Francesco Cianchi dal titolo " La mia Caterina non è di Cerreto. Argomentazioni a sostegno dell'ipotesi di Caterina schiava madre di Leonardo",...
VINCI. L'occasione della pubblicazione dell'inedito di Francesco Cianchi dal titolo " La mia Caterina non è di Cerreto. Argomentazioni a sostegno dell'ipotesi di Caterina schiava madre di Leonardo", nell'ambito di documenti e testimonianze di fede, arte e cultura della chiesa propositura di Vinci, è ghiotta per proporre alcune novità interessanti su questa figura tutto sommato ancora poco indagata. Può essere considerato il seguito, peraltro ricco di una serie di conferme e di tanti spunti per ricerche da fare, del volume pubblicato nel 2008 a cura del Museo Ideale Leonardo Da Vinci "La madre di Leonardo era una schiava? Ipotesi di studio di Renzo Cianchi con documenti inediti", egregiamente introdotta dal professor Carlo Pedretti e risultato del lungo lavoro di scavo di Francesco nell'archivio del padre Renzo, già bibliotecario della Leonardiana e grande studioso del Genio di Vinci. Nel lavoro si dimostrava che Caterina, madre di Leonardo, sarebbe stata una schiava di origini orientali. Straordinario e suggestivo il capitolo in cui s'affrontano le risonanze orientali nel vocabolario intimo di Leonardo. Il piccolo Leonardo, secondo la tesi presentata, avrebbe acquisito certi gergalismi arabeggianti insieme al latte materno. Il dato di fatto è che nel vocabolario personale leonardesco, su 300 parole non registrate dalla Crusca, almeno 250 sembrano pronunciate dai musulmani del bacino del Mediterraneo. Alcuni esempi? "Zubbòn" per giubba, oppure "aglupparsi" per avvolgersi, o magari "franatico" per collerico.
Paolo Santini
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