Attenzione
Curzio Squarcini un imprenditore con l’hobby del canto
Tutto ebbe inizio tredici anni fa con il successo del karaoke «Mi ha entusiasmato l’opportunità di dedicarmi alla musica»
FUCECCHIO. Come si diventa cantanti? «Per passione. Mi piace essere multiforme. Il lavoro in conceria è creativo - risponde Curzio Squarcini - . Mio padre Dario già alla fine degli anni Cinquanta rifiniva le croste di pellame insieme a un socio, in una zona di Cappiano detta “il villaggio”. Poi il 27 luglio 1961 nacque la conceria Squarcini. Non erano tempi d'oro come s'immagina ora, io avevo 6 anni e ricordo i primi grattacapi ma anche le soddisfazioni. Mio padre ora ha già festeggiato le nozze d'oro con mia madre Mary Sani. Nel 2001, quando ci siamo dovuti spostare nella zona industriale calligiana, la conceria ha preso l'attuale nome "Il Ponte"».
Hai tempo per esercitarti a cantare? «Ho iniziato tredici anni fa, sono sempre stato intonato. C'era il boom del karaoke, un fenomeno musicale esploso in Italia negli anni Novanta, grazie alla fortunata trasmissione televisiva condotta da Fiorello. Ogni sera in una piazza di una località, per mezz'ora si esibivano vari concorrenti e uno di essi veniva dichiarato vincitore. Mi sono entusiasmato subito per questa possibilità di esibirsi in musica. E sono stati creati gli strumenti per cantare, perché c'è una base musicale da seguire, ci sono i testi delle canzoni, può un altro musicista accompagnarmi mentre canto».
A Ponte a Cappiano c'è una tradizione musicale di successo. Basta pensare a Marcello Boschi, jazzista, suonatore di alto sax, entrato alla Rai per chiara fama, non con il concorso. E Norico Fiaschi, sassofonista, ultraottantente, che racconta accarezzando il sax: «La sera andavamo in via Veneto… a suonare». E una giovane promettente è la pianista calligiana Giulia Boschi, attualmente Maestro concertatore dell'Ensemble Lirico Fiorentino. «Ma io sono un autodidatta, interiormente portato per la musica. Mi accompagnano con il sax contrafforte Claudio (nella foto), oppure Mauro. Continuamente aggiorno il repertorio con pezzi nuovi, anzi vecchi, perché il pubblico preferisce le canzoni degli Sessanta e Settanta». Cantare all'aperto, come quando la tua conceria festeggiò 50 anni, non è facile. «Ho un po' di tracheite, rendo sicuramente meglio al coperto perché posso dare più potenza alla voce. Ma anche all'aperto, se non c'è altro modo di assecondare il pubblico, non mi tiro indietro. Mi esibisco per passione, in luoghi privati, senza alcun compenso. Il lavoro ce l'ho».
La conceria Il Ponte ha festeggiato mezzo secolo nel piazzale dell'azienda, e quando s'è abbassata la musica tormentone dei migliori anni della nostra vita, il sindaco Claudio Toni ha detto queste calorose parole: «Mezzo secolo fa, con gran spirito imprenditoriale, Dario Squarcini avviò una conceria che ben presto s'è evidenziata per idee moda, innovazione tecnica, e alta qualità. Fianchi e spalle trattati al vegetale, dunque al naturale. Un prodotto che ha fatto conoscere Fucecchio in Italia e nel mondo». E gli ha consegnato una targa di merito, da parte dell'amministrazione civica.
Martina, figlia di Curzio e Lucia, nipote di Dario e Mary, s'è laureata all'università di Pisa, facoltà di economia, con una laurea specialistica in consulenza professionale alle aziende, attività che sta già svolgendo in conceria. La tesi è intitolata: “Qualità e sostenibilità a sostegno del Made in Italy: contributo del ministero dello sviluppo economico con il programma industria 2015”. Relatrice la professoressa Angela Taraballa. Spiega Martina, che rappresenta l'azienda nel Consorzio vera pelle italiana conciata al vegetale: «La conceria Il Ponte ha partecipato ad un progetto di questo bando dello sviluppo economico, per promuovere sempre più il prodotto al vegetale. Tale prodotto innovativo mantiene la qualità attuale ma riduce notevolmente l'impatto ambientale. Così potremo conquistare anche mercati che sono invece monopolizzati dal cromo, il quale però è una sostanza nociva. Con il nostro pellame, borse e scarpe biodegradabili finiranno in discarica». Scontato concludere che alla festa aziendale, così come alla festa di laurea e al matrimonio, Curzio non si sia emozionato come genitore, e abbia sottolineato gli eventi in musica alla sua maniera. Cantando i successi senza tempo, tra applausi e richieste di bis.
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