Il Tirreno

Empoli

Burocrazia, accuse e tensioni affossano le primarie del Pd

di Francesco Turchi
Burocrazia, accuse e tensioni affossano le primarie del Pd

Per un manifesto si muove un comitato di nove membri che suggerisce le sanzioni a un collegio E nei confronti pubblici tra Barnini e Torrigiani i cittadini non potranno fare domande

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EMPOLI. È bastato un manifesto (troppo grande) per mettere in agitazione un partito intero. Una “vela” (già rimossa) parcheggiata nella zona del Centro Coop ha innescato un domino burocratico: segnalazione, riunione del comitato organizzatore, che propone delle sanzioni per punire la violazione e passa la palla al collegio dei garanti. Come se non bastasse nelle stesse ore si decidono le regole anche per i due confronti pubblici dei candidati. E anche qui ognuno ha la sua ricetta, con il Cop che alla fine “imprigiona” i due candidati, Filippo Torrigiani e Brenda Barnini, in una gabbia di paletti e numeri: massimo 15 domande, 3 minuti per ogni risposta, estrazione a sorte per chi risponde per primo. E niente domande dal pubblico. Proprio come avviene nei dibattiti televisivi ai massimi livelli, senza considerare che si sta parlando delle primarie di Empoli e che, di conseguenza, il contesto è ben diverso, coi candidati che fanno a gara a chi è «più vicino ai cittadini». Per non parlare poi di ciò che sta avvenendo sui social network, dove ormai i “tifosi” se ne dicono di tutti i colori, dimenticando che alla fine si sta parlando di primarie che dovranno designare il candidato del Pd a sindaco. E che – teoricamente – dal 10 marzo, il vinto dovrà essere il braccio destro del vincitore in campagna elettorale e che i veri avversari dovrebbero essere – altrettanto teoricamente – i candidati degli altri schieramenti politici.

Addio vela. A completare il quadro ci hanno pensato le associazioni nate a sostegno delle due candidature. SiAmo Empoli ha forzato la mano, posizionando un camion-vela con un maxi-manifesto nella zona del Centro Coop. Nessun richiamo esplicito a Torrigiani – per carità – ma colori e slogan erano un richiamo inequivocabile all’ex assessore. Tutto questo mentre il codice di autoregolamentazione delle primarie Pd ammettono l’affissione in luoghi pubblici esclusivamente di manifesti 70 x 100. E – dal canto suo – l’associazione “barniniana” Questa è Empoli non ha perso tempo, gridando alla violazione delle regole.

Massima allerta. La questione è arrivata sulla scrivania del comitato organizzatore delle primarie, composto da nove membri con Simona Cioni nel ruolo di coordinatrice), che ha il compito di vigilare sul rispetto del coordinamento. Il Cop si è riunito (anche) per valutare possibili sanzioni e «ha segnalato prontamente – si legge in un comunicato stampa – al collegio dei garanti la potenziale violazione». Proponendo poi al collegio stesso, che ha il compito di “infliggere le pene” le «misure necessarie a far cessare la violazione ed a consentire il corretto proseguimento della campagna elettorale», definiti anche «comportamenti riparatori». Ossia l'immediata rimozione (già effettuata) del «manifesto che si trova sul camioncino pubblicitario». E poi il “suggerimento” al collegio di diramare un comunicato stampa «col quale, prendendo spunto dal fatto accaduto, si invitano i comitati a vigilare sull'esatta applicazione delle regole». E oggi alle 17 si riunirà il collegio dei garanti, che deciderà come procedere in merito «all’eventuale violazione di regolamento, prendendo atto della segnalazione e delle proposte del Cop».

L’altro nodo. E poi, all’ordine del giorno, c’era la questione dei confronti tra Barnini e Torrigiani, che si svolgeranno sabato alle 17 nel Chiostro degli Agostiniani e giovedì alle 21.30 al circolo Arci di Fontanella, ciascuno dei quali – puntualizza ancora il Cop – coordinato da un giornalista, individuati dai candidati stessi. Coi cittadini che sono invitati... ad ascoltare: «L'impostazione sarà quella che si è vista anche negli ultimi confronti televisivi per le primarie del segretario nazionale: viene tirato a sorte il candidato che risponde alla prima domanda, poi si prosegue ad alternanza; ad ogni domanda risponde prima un candidato poi l'altro, tre minuti a disposizione per ogni risposta, con un minuto per la replica. Le domande saranno minimo 10 massimo 15 per dare una certa fluidità al confronto. Non sono previste domande dal pubblico perché la formula, come detto, rispecchia i dibattiti visti in questi ultimi tempi in tv».

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