Sicurezza
Scuole superiori e strade a rischio mancano quasi 5 milioni di euro
Tempesti e Toni (Unione) contro la Provincia: «In bilancio solo spiccioli per l’Empolese Valdelsa ma qui piove nelle aule e la viabilità è dissestata». Ecco la mappa di tutti gli interventi urgenti
EMPOLI. «Mancano quasi cinque milioni di euro per garantire scuole dignitose e strade provinciali percorribili e sicure». L’Unione dei Comuni attacca la Provincia di Firenze: boccia il bilancio di previsione 2014 (in fase di approvazione) e “avverte” i cittadini sulle possibili conseguenze dei mancati trasferimenti dall’ente fiorentino nelle casse di piazza della Vittoria. Ad “alzare la voce” ci pensano Claudio Toni e Carlo Tempesti, delegati rispettivamente all’istruzione e alle infrastrutture. Che – dati alla mano – sottolineano l’inadeguatezza delle cifre stanziate dalla Provincia (che deve metterci i soldi, mentre la competenza è dell’Unione) e allo stesso tempo “fotografano” una situazione decisamente preoccupante: «I nostri cittadini pagano le tasse – aggiunge Toni – a cominciare dall’imposta provinciale di trascrizione, e hanno diritto a vedere “tornare” indietro i loro soldi attraverso investimenti su immobili e infrastrutture».
Scuole “groviera”. Secondo la Provincia per la manutenzione degli istituti superiori dell’Empolese Valdelsa sarebbero sufficienti 200mila euro, la metà per la straordinaria e altrettanti per quella ordinaria: «Tutto questo – spiega Toni – mentre ci sono infiltrazioni all’interno di alcuni edifici, impianti che non funzionano, porte che non si chiudono. Per garantire un ambiente dignitoso agli studenti servirebbero 660mila euro». Ed ecco da dove arriva questa cifra: 110mila euro occorrono per quelli che vengono definiti interventi “urgentissimi”, «da far partire domattina» per dirla con Toni: lavori non rinviabili su impianti elettrici, idraulici e interventi edili; altri 550mila euro invece permetterebbero di garantire imbiancature (150mila euro), coperture (200mila euro), altri lavori idraulici (100mila euro) ed elettrici (100mila euro), entro l’inizio dell’anno scolastico 2014/15. Senza considerare poi le “necessità strutturali”, che possono essere rinviate, ma fino a un certo punto: in particolare l’adeguamento antincendio e quello sismico, per i quali servirebbero altri 6 milioni di euro e spiccioli.
Strade a rischio. Se la situazione delle scuole è preoccupante, quella delle strade è critica. Perché la pioggia del marzo 2013 aveva provocato danni ingenti (oltre tre milioni di euro), a cominciare dalla Sp 81 a Montespertoli e dalla sp 11 a Gavena (dove è stato posizionato un ponte Bailey e a breve sarà approvato il progetto esecutivo, ma la strada non sarà riaperta prima di un anno); il maltempo dei giorni scorsi ha ulteriormente peggiorato il quadro. Ormai i 330 chilometri di strade provinciali dell’Empolese Valdelsa e i 30 km di regionali sono caratterizzate da buche, avvallamenti, restringimenti di carreggiate e situazioni monitorate costantemente. «A fronte di tutto questo – sottolinea Tempesti – la Provincia ha previsto in bilancio meno di 1,2 milioni di euro»: 350mila euro destinati alla manutenzione ordinaria, quando ne servirebbero 210mila euro per interventi “urgentissimi” e 280mila euro per quelli “urgenti”; e 841mila euro per la “straordinaria”. E anche in questo caso i conti dell’Unione sono ben diversi: un milione e mezzo devono essere spesi per interventi “urgentissimi”: 350mila euro sulla sr 436, 300mila euro sulla 429, 150mila euro per la sp 4 Volterrana, altrettanti per la sp 43 di Pietramarina, 200mila euro per la sp 11 Pisana e 400mila euro per sistemazione dei cedimenti del marzo 2013 sulla sp 79 Lucardese. E poi ci sarebbero un milione di euro per il “pacchetto” delle altre Provinciali del Valdarno e un altro milione e mezzo per quelle della Valdelsa, da spendere per una miriade di piccoli e grandi interventi.
Le richieste. L’Unione teme di dover arrivare alla chiusura di alcune strade: «La Provincia deve trovare maggiori risorse – è l’appello di Toni e Tempesti – perché quelle attuali sono assolutamente insufficienti». E invitano gli amministratori provinciali a non nascondersi dietro al ritornello delle incertezze sul futuro dell’ente che ne condizionerebbe negativamente la gestione: «Queste sono richieste che facciamo oggi: la Provincia c’è e deve darci delle risposte».
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