La manifestazione
Scintille Barnini-Torrigiani per il manifesto extra-large
“SiAmo Empoli” che sostiene l’ex assessore installa una “vela” al Centro Coop. L’associazione avversaria: «Violato il regolamento». Addio (falso?) fair play
EMPOLI. Le primarie di avvicinano, la tensione sale e, puntualmente, arriva il primo screzio Barnini-Torrigiani. Anche se i protagonisti dello scontro non sono i candidati in prima persona, ma le associazioni che li sostengono. È bastato un maxi-manifesto per far scattare la polemica, al punto da mettere in allerta il comitato organizzatore delle primarie, riunito per valutare la situazione e – addirittura – valutare provvedimenti. Evidentemente il fair-play mostrato agli albori del confronto era più di facciata che di sostanza.
Ma andiamo con ordine. Nel parcheggio sul lato opposto del Centro Coop di Santa Maria “spunta” un camion “vela” con un maxi-manifesto (sei metri per tre) e lo slogan “Una città senza periferie”, con una foto di piazza Farinata degli Uberti “incorniciata” dai colori e dalla firma dell’associazione “Siamo Empoli” che sostiene la corsa di Filippo Torrigiani alla poltrona di primo cittadino.
L’iniziativa (il cui costo parte da 167 euro per trenta giorni di “affissione”, trattandosi di una zona considerata periferica) non passa inosservata agli occhi dell’associazione “Questa è Empoli”, che non perde tempo: pubblica la foto della “vela” sul proprio profilo Facebook, accompagnata dalla scritta “Violazione” e un rimando all’articolo 4 (Contenimento dei costi e mezzi di propaganda consentiti) del Codice di regolamentazione per le primarie Pd in Toscana: «È ammessa l’affissione in luoghi pubblici esclusivamente di manifesti 70 x 100 o locandine, diretti a promuovere la candidatura o le iniziative di singoli purché negli spazi e con le modalità previste dalla normativa vigente». Se esiste la violazione, dovrebbe allora scattare anche la sanzione, prevista nell’articolo 7 (Esame delle segnalazioni e misure sanzionatorie): «La violazione del presente regolamento, con particolare riferimento agli art. 3, 4 (quello in questione, ndr) e 5 – si legge sul Codice – da parte di ciascun candidato comporta l’esclusione dalle primarie». Insomma, chi sgarra, anche per se si parla di un manifesto extra-large, è fuori. Tuttavia – sottolineano nell’ambiente vicino a Torrigiani – c’è un aspetto da tenere in considerazione, che non è secondario. Anzi. Nel manifesto non c’è alcun riferimento (esplicito) al nome del candidato e neanche alle primarie o alla data del 9 marzo. La pratica è stata gestita direttamente dall’associazione, alla quale Torrigiani non è iscritto. Allo stesso tempo c’è da valutare anche se le associazioni vengono “inquadrate” al pari dei comitati: in questo caso l’ex assessore sarebbe esposto a possibili sanzioni. Tutti aspetti che saranno valutati dal Comitato organizzatore delle primarie, dal quale potrà partire una segnalazione al collegio dei garanti «una volta acquisite tutte le informazioni – recita l’art. 7 – e comunque entro cinque giorni dal ricevimento della segnalazione, si pronuncia sulla stessa. Tale pronuncia è inappellabile». Difficilmente si assisterà a colpi di scena, ma questo scontro ha almeno aggiunto, un po’ di “pepe” a una campagna elettorale che rischiava di essere caratterizzata dal (falso?) fair-play.
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