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Piogge record e ora c'è chi prevede il grande freddo

Piogge record e ora c'è chi prevede il grande freddo

Il Lamma: «Sulla Toscana settentrionale gennaio 2014 è risultato il più piovoso dal 1920. E due piene storiche nell'arco di 10 giorni sono un evento straordinario»

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L'ondata di maltempo sembra passata e in questi ultimi giorni le temperature fanno pensare, soprattutto sulla costa, alla primavera. Ma secondo alcuni esperti è in arrivo il vero inverno. L'importante è che non sia un freddo "straordinario" come la pioggia caduta negli ultimi 15 giorni in Toscana, che ha portato enormi disagi ai cittadini e ingenti danni.

Pioggia: gennaio 2014 da record.  Il report del Lamma relativo al mese di gennaio s'intitola così: "Gennaio 2014: è piovuto il triplo rispetto alla norma".  Sulla Toscana settentrionale gennaio 2014 (tutte le foto) è risultato il più piovoso dal 1920.  In alcuni pluviometri posti in montagna - si legge nel report del Lamma - sono stati raggiunti e superati 1000 mm di pioggia in un mese e sono stati battuti i record precedenti di precipitazione cumulata nel mese di gennaio.  Nei capoluoghi di regione, dal 1955, battuti i record di pioggia mensile per il mese di gennaio a Massa, Pisa, Livorno, Arezzo, Prato e Firenze.  Per Pisa, Massa e Livorno battuti i record di pioggia mensile anche dal 1920.  Nei capoluoghi toscani, si sono registrati valori di pioggia cumulata con surplus medio del 220 %, come dire che è piovuto il triplo rispetto a quanto dovrebbe piovere normalmente; circa 7 i giorni di pioggia in più rispetto alla media.

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Due eventi storici in due settimane. Dal 29 gennaio all'11 febbraio buona parte del territorio toscano è stata quotidianamente interessata da precipitazioni. In questi 14 giorni consecutivi di pioggia - spiegano dal Lamma - si sono verificati due eventi storici, uno il 30-31 gennaio e l'altro il 10-11 febbraio. Il primo episodio (30-31 gennaio) di forte maltempo ha visto cadere sulla Toscana fino a 170 mm sull'Appennino pistoiese e fino a 160 sul grossetano. L'elemento decisivo che ha favorito le piene di quasi tutti i fiumi della regione è stata l'estensione e la diffusione delle precipitazioni; infatti sulla Toscana sono caduti in 36 ore mediamente tra i 40 e gli 80 mm. Il secondo evento (10-11 febbraio) ha visto cumulati medi inferiori, tuttavia gli effetti sul territorio sono stati del tutto analoghi all'episodio precedente. Questo a causa della persistenza delle precipitazioni tra il 1° e il 9 febbraio che hanno mantenuto alto il grado di saturazione dei terreni. Pertanto tutte le piogge cadute fra il 10 e l'11 febbraio hanno contribuito alla formazione delle piene di tutti i fiumi e torrenti. L'importanza dei due eventi è messa in evidenza dalle piene dell'Arno, che a Pisa si collocano tra le più importanti dal 1966. In questo contesto il dato veramente anomalo è stato il verificarsi di due piene storiche nel giro di 10 giorni, in un periodo che dovrebbe essere tra l'altro tra i meno piovosi dell'anno. IL
 

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