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Ferì il vicino con l’ascia, pena ridotta

Ferì il vicino con l’ascia, pena ridotta

Con l’appello un pensionato dovrà scontare 3 anni e 4 mesi invece che cinque

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VINCI. Condanna ridotta dalla corte d’appello di Firenze prima sezione penale per il 73enne empolese Rocco Di Martile. L’imputato, assistito dall’avvocato Gabriele Stagni, era stato accusato di tentato omicidio aggravato dopo aver colpito con un’ascia un imprenditore cinese che abitava sotto al suo appartamento a Spicchio. Di Martile, secondo quanto ricostruito, aveva più volte contattato sia i carabinieri che la polizia municipale e spesso aveva chiesto all’inquilino del piano di sotto di evitare di lavorare fino alle 4 di notte perché non riusciva a riposare. Il 25 marzo di due anni fa l’ultima lite durante la notte. Fu la goccia che fece traboccare il vaso: presa un’ascia, il pensionato sferrò alcuni colpi con il calcio di quest’ultima contro l’imprenditore e lo ferì. La sentenza di primo grado decretò la derubricazione dell’imputazione passando da tentato omicidio aggravato a lesioni aggravate (per il fatto che l’uomo non voleva uccidere il cinese visto che avrebbe potuto colpire l’uomo utilizzando la lama dell’ascia), l’obbligo di risarcimento per un valore di 30 mila euro e l’interdizione legale per 5 anni. Martedì scorso si è tenuto il secondo grado a Firenze: in parziale accoglimento dell’appello sono state riconosciute le attenuanti generiche. La condanna è stata ridotta da 5 a 3 anni e 4 mesi con cancellazione dell’interdizione legale. La riduzione della pena è scaturita dal riconoscimento, per Di Martile, della attenuante della provocazione: è stato infatti accertato che il pensionato empolese sia ricorso all’estremo gesto perché estenuato e provocato dall’imprenditore.

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