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E c’è stato anche il procurato allarme

E c’è stato anche il procurato allarme

Il sindaco Occhipinti: «Emergenza gestita bene ma con telefonate in cui si riportavano fatti falsi»

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CERTALDO. Nessuna polemica e operazioni coordinate, piuttosto preoccupanti episodi di procurato allarme. Questi i due filoni della discussione avviata da parte della seconda commissione sulla gestione dell'emergenza ambientale all'Unione dei Comuni, presieduta da Marco Cordone. Così il sindaco di Castelfiorentino, Giovanni Occhipinti, e l'ingegner Piergiuseppe Spannocchi, responsabile protezione civile Empolese Valdelsa, rispondono alle critiche arrivate dopo la gestione del maltempo di fine gennaio. Alberto Casini, delegato alla protezione civile per l'Unione, non capisce innanzitutto l'atteggiamento: «Dobbiamo collaborare e siamo sotto attacco? Già questa cosa non mi piace». Il clima si riscalda, quando dal tavolo si fa notare che anche lo stesso Pd a livello provinciale si è mosso con una interrogazione a Palazzo Medici Riccardi per avere un quadro sulla situazione di Castelfiorentino. Ed è proprio il sindaco Giovanni Occhipinti a spiegare i fatti: «Sono d'accordo con le parole di Casini, nel nostro territorio c'è stata una notevole concentrazione di acqua e abbiamo quindi avuto problemi maggiori rispetto ad altre aree. Interroghiamoci se effettivamente le cose abbiano funzionato o meno per il territorio, io dico di sì. Alle 1.30 della notte ricevo una telefonata dalla direzione nazionale della Protezione Civile dove si chiede un quadro della situazione e se vi fossero emergenze inascoltate oppure difficili da raggiungere. I nostri centralini sono sempre stati accesi, con il trasferimento di chiamata in funzione per sopperire a ogni necessità. Un grazie ribadisco invece alla Prociv Arci, i cittadini non sono mai stati abbandonati. Alle 2.30 l'assessore provinciale Renzo Crescioli mi contatta telefonicamente, dalla Prefettura infatti chiedevano un quadro completo della situazione. Ma ho ribadito che tutte le richieste giunte erano state accolte».

«Siamo di fronte invece a un vero e proprio sciacallaggio - ha continuato - procurato allarme e spero che dalla direzione nazionale della protezione civile si prendano quanto prima provvedimenti. Ho ricevuto telefonate dove si ipotizzava l'evacuazione della Dogana, la chiusura del ponte dell'Elsa e persino di sgombrare il paese, basta con queste chiacchiere».

L'ingegner Spannocchi ricostruisce la notte di venerdì 30 e sabato 31 gennaio: «L'unica polemica è nata probabilmente da un grande equivoco con al protezione civile di Firenze. Ho passato tutta la notte in mezzo all'emergenza in Valdelsa, perché il fiume Elsa dai dati in nostro possesso faceva veramente paura. Ho ricevuto una prima telefonata dal responsabile della Protezione civile che non è riuscito a raggiungermi, in un secondo caso mi trovavo con i sommozzatori dei vigili del fuoco nel pian di Sotto a Certaldo per salvare una famiglia e avevo lasciato il cellulare in macchina. Ecco perché non è riuscito a parlarmi».

Giacomo Bertelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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