Il Tirreno

Empoli

Studenti a lezione nel centro trasfusionale

In 650 coinvolti in un progetto di sensibilizzazione, intanto calano gli iscritti alle associazioni di donatori

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EMPOLI. Avvicinare gli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole secondarie alla donazione del sangue. L'idea, promossa dall'Asl 11, è quella di fargli visitare il centro trasfusionale del San Giuseppe di Empoli, passare una mattina nei laboratori e nelle sale di prelievo con i medici e i donatori.

Sono circa 650 gli studenti di 31 classi e cinque istituti del territorio (Fermi, Brunelleschi, Pontormo e Virgilio di Empoli oltre all'Enriques di Castelfiorentino) coinvolti nel progetto già attivo da gennaio e per tutto il 2014. Gli studenti, da poco maggiorenni o comunque prossimi alla maggiore età, hanno la possibilità di vedere come avviene una donazione di sangue e prendere coscienza dell'importanza di questo atto. «Questi incontri – ha spiegato il direttore del servizio trasfusionale dell'Asl 11 Isio Masini – fanno in modo che gli operatori del centro trasfusionale spieghino ai ragazzi il funzionamento del servizio. Le fasce giovani restano quelle più lontane dalla donazione del sangue e quindi la nostra attenzione va in primis ad esse. Così saranno i ragazzi a venire a trovarci. E il coinvolgimento emotivo può farli riflettere avvicinandoli alla donazione».

Sono 8mila i donatori nel territorio dell'Empolese Valdelsa, 15mila le donazioni fatte registrare nel 2013. Con un leggero calo rispetto all'anno 2012 nel numero degli iscritti alle associazioni di donatori di circa 100 unità. Con un'età media che, sulla falsa riga di quella nazionale, si attesta intorno ai 40-50 anni. Nel progetto dell'Asl 11 sono coinvolte anche tutte le associazioni di donatori del territorio. A gennaio sono stati 160 gli studenti che hanno potuto visitare il centro trasfusionale del San Giuseppe, altri 175 seguiranno il loro esempio in. «Negli ultimi anni c’è stato un incremento netto della richiesta dovuto al gran numero di trapianti e all’impiego di terapie aggressive per la cura di molte malattie oncologiche – sottolinea direttore sanitario dell'Asl 11 Renato Colombai – quindi per salvare vite umane e per supportare i progressi della scienza medica, è necessario che un numero sempre maggiore di persone in buona salute, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, doni il proprio sangue. È necessaria l’adesione di nuovi donatori per garantire il ricambio generazionale e soddisfare delle attuali richieste. Vogliamo e dobbiamo insistere sui giovani nella speranza che possano diventare dei donatori di sangue abituali».

Filippo Cioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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