Il lutto
L’Arno fino alle porte di casa evacuazione per 70 persone
Una giornata di paura e rabbia in via Saettino a Fucecchio, i residenti attaccano il sindaco «Noi cittadini di serie B, siamo ostaggio dei rimpalli di competenze». In serata il ritorno nelle abitazioni
FUCECCHIO. Alle ore 9 è arrivato l'ordine di lasciare le abitazioni, in modo tale da salvarsi da un'eventuale piena impetuosa dell'Arno. In via di Saettino a Fucecchio ieri si sono vissute ore di paura, visto l'incedere lento ma continuo delle acque verso le case, con la preoccupazione che si è mescolata alla rabbia, perché a parere di molti residenti l'esortazione ad evacuare è arrivata troppo tardi, quando oramai non c'era più tempo per mettere in salvo i propri beni.
Destinatari dell’ordinanza circa settanta persone, che avrebbero dovuto rifugiarsi al palazzetto dello sport, allestito come ricovero d'emergenza. Alla fine sono state molte meno le persone che hanno scelto di recarsi nella struttura, si contano sulle dita di una mano. Molte hanno preferito altre sistemazioni e altre hanno deciso di aspettare e vedere il susseguirsi degli eventi che, fortunatamente, non sono degenerati verso il peggio.
Via di Saettino, va detto, si trova in piena golena d'Arno - come la vicina via di Ponzano - e quindi non ha una vera e propria barriera contro l'acqua del fiume. Pertanto l'amministrazione comunale, di concerto con la protezione civile, nella mattinata di ieri ha preferito - precauzionalmente - far evacuare i residenti per evitare conseguenze peggiori. Fin qui il riassunto a grandi linee della giornata di ieri. A farla da padrone, però, è stata la rabbia, parte della quale è stata sfogata nei confronti del sindaco Claudio Toni, arrivato sul luogo e subissato di domande e richieste più o meno "gentili" dagli abitanti. Il sindaco, entrato in un fuoco di fila, si è difeso sostenendo che non è di sua competenza la messa in sicurezza degli argini, così come il loro controllo e manutenzione. «Questo piccolo insediamento abitativo, costruito agli inizi del secolo scorso - spiega Toni - si trova in golena d'Arno ed è protetto soltanto da un piccolissimo argine, anch'esso risalente ai primi del '900. Quando la piena del fiume arriva ad un livello come quello attuale è opportuno evitare che le persone rimangano all’interno delle abitazioni. Una situazione analoga spesso si verifica anche nella zona di Ponzano, dove ci sono alcune case sparse. Lì non siamo intervenuti perché c’erano margini di sicurezza».
Poco più in là due donne, senza tanti fronzoli, si scagliano contro le istituzioni: «Abbiamo comprato casa qua - raccontano Antonella Mariniello e Dina Cerruso - in nome del grande rapporto di amicizia che ci lega. Da quando viviamo qui ci sentiamo abbandonate, c'è sempre il solito rimpallo di competenze fra le istituzioni che ci fa imbestialire, perché paghiamo le tasse come gli altri».
Nel frattempo un camion del Comune consegna i sacchi di sabbia, che vengono prontamente piazzati dinanzi le aperture dei cancelli e delle case (lambite dall’acqua) che sorgono a pochissimi metri dal letto del fiume, sul quale scorrono grandi pezzi di legno e detriti vari, che indubbiamente peggioravano il fluire regolare delle acque in piena.
Già in tarda mattinata l'acqua ha iniziato ad allontanarsi dalle abitazioni, tanto che molte persone hanno preferito "boicottare" l'opzione d'emergenza rappresentata dal palazzetto, anche perché preoccupate per eventuali raid di ladri alla ricerca di facili guadagni, visto che la zona è abbastanza isolata e l'illuminazione scarseggia. Stavolta sono state messe in sicurezza anche le tante bestie presenti, non solo cani ma anche polli e galline, evitando così la tragedia di recuperare i cadaveri dei propri amici animali morti a causa dell'impossibilità di fuggire da capanne e gabbie.
L’allerta meteo intanto è stata estesa fino alle 18 di oggi. Ma il livello dell’Arno è decisamente sceso e già dal tardo pomeriggio di ieri gli abitanti di via Saettino sono tornati nelle loro case.
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