La manifestazione
Crolla un albero nel Parco Corsini
La grossa pianta pericolante da tempo ma nessuno è intervenuto per metterla in sicurezza
FUCECCHIO. “Dov’era l’ombra, or sé la quercia spande, morta, né più coi turbini tenzona...”, cantava il poeta Giovanni Pascoli. Qualcosa di analogo si poteva dire ieri nel parco Corsini.
Non bastavano i giovani vandali, che imbrattano o danneggiano un po’ dappertutto, dalle panchine alle pareti della “ghiacciaina” medievale, o i (padroni di) cani che sporcano con i propri bisogni sia l’erba sia i viottoli di passaggio. Un cane, stando a quel che defeca, dev’essere… un cavallo.
I cestini per sacchetti dei rifiuti ci sono, ma evidentemente il rischio di sporcarsi le mani indigna certi padroni degli animali. Ora ci s’è messo anche il maltempo, e una parte del ciglione è franata, compreso un grosso albero da tempo in sofferenza, che nessuno ha mai pensato di mettere in sicurezza, e che alla fine di una notte di pioggia torrenziale non ce l’ha fatta più. E’ accaduto nei pressi della pietra della pace, ma è il parco – che i pochi turisti di passaggio c’invidiano – a non avere pace. I giochini dei bambini, lato via della Valle, sono maltrattati, quando non divelti. Non si capisce il senso di danneggiare le cose a disposizione di tutti. Il rimedio? Elementare: come più volte segnalato dai cittadini: occorre maggiore sorveglianza. Invece pare che sia diminuita, perché non si vedono più neanche i pensionati dell’Auser, nella parte antistante la colossale statua in marmo bianco di Eloisa. E inoltre, come mai l’amministrazione comunale non controlla anche le automobili che salgono da casa Banti fino alla parte alta, incuranti dei cartelli di divieto? L’interessamento di Indro Montanelli, quando era ministro Giovanni Spadolini, portò a risorse al recupero dell’allora fattoria Corsini. Se sapessero come viene maltrattato il parco, ora, si rivolterebbero nella tomba.
Luciano Gianfranceschi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
