Il Tirreno

Empoli

l’idea di casini

L’ex scuola e una colonica nuove calamite per i turisti

VINCI. «Dobbiamo trovare nuovi luoghi “leonardiani”: ampliare l’offerta puntando sul “museo diffuso”». Il vicesindaco di Vinci, Alberto Casini “suggerisce” le mosse a chi prenderà il suo posto dopo...

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VINCI. «Dobbiamo trovare nuovi luoghi “leonardiani”: ampliare l’offerta puntando sul “museo diffuso”». Il vicesindaco di Vinci, Alberto Casini “suggerisce” le mosse a chi prenderà il suo posto dopo le elezioni amministrative di maggio. Intorno al Museo, che è il cuore pulsante, si devono sviluppare altre attrattive legate al Genio. «Abbiamo due immobili che possono essere utilizzati per questa operazione: una casa colonica a Ripalta, davanti al campo sportivo e l’ex scuola di Anchiano».

Un immobile, quest’ultimo, che negli anni scorsi era stato più volte oggetto di aste, andate puntualmente deserte: «Il prossimo passo – sostiene Casini – è togliere l’immobile dal piano delle alienazioni, perché non ha senso venderlo. Anzi: va sfruttato per ampliare l’offerta così come deve accadere per la casa colonica di Ripalta. Un’idea percorribile – per esempio – potrebbe essere quella di utilizzarle per un “parallelo” tra il concetto di innovazione nel Cinquecento e quello di oggi. Sarà importare ampliare l’offerta, aggiungendo altri due “poli” ai tre (Casa Natale di Anchiano, Museo Leonardiano nel Castello dei Conti Guidi e nella Palazzina Uzielli, ndr) già esistenti». Tutto questo accompagnato da un incremento di servizi: «Ma non dobbiamo stravolgere il territorio. Penso semmai al miglioramento dei collegamenti con la stazione ferroviaria di Empoli, attraverso una navetta. Un servizio questo che al momento non possiamo permetterci e che alle ditte non conviene. Ma con un salto di qualità complessivo, diventerebbe fattibile». Intanto il Museo Leonardiano ha chiuso il 2013 con 143mila visitatori (in linea con l’anno precedente) e 200mila biglietti staccati (tra Casa e Museo), portando in dote al Comune circa 800mila euro «dai quali vanno tolte le spese per la gestione della struttura: ma il saldo è comunque positivo e questo dimostra quali potenzialità ha la cultura».

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