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Errori negli accertamenti per Ici e Imu non pagate

Errori negli accertamenti per Ici e Imu non pagate

Prosegue la maxi-attività di recupero relativa al periodo 2010-2012 Ma in tanti si rivolgono agli uffici comunali per segnalare anomalie negli avvisi

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VINCI. A Vinci, Ici e Imu “colpiscono” ancora. E i cittadini si arrabbiano. Segnalazioni e proteste, più o meno formali, sono arrivate durante le giornate di giovedì e venerdì, e fino a sabato mattina, per contestare il recapito di accertamenti errati da parte dell’amministrazione comunale sui tributi versati dal 2010 fino al 2012.

L’amministrazione guidata dal vicesindaco Alberto Casini risponde attraverso l’assessore Adriano Cioli ammette eventuali errori da parte del Comune, ma poi preferisce rispondere con le cifre alle accuse di applicare una politica di riscossione troppo “scrupolosa” e che mira alla caccia ad evasori ed elusori delle vecchie imposte sulla casa.

La cifra resa nota dall’assessore al Bilancio, e che sarebbe stata recuperata con questa modalità di controllo fiscale, si aggira intorno ai 250 mila euro l’anno, dal 2009 al 2013, assegnati come consistente voce attiva di bilancio consuntivo. Una risorsa preziosa che più volte, ed a giusta ragione, Casini ha definito come un «beneficio per tutta la comunità». E se l’assessore Cioli ammette che «qualcosa può essere scappato» in merito al disagio creato da avvisi di accertamenti che possono essere risultati fallaci; dall’altro lato afferma che «il Comune di Vinci è l’unico di tutto il circondario Empolese Valdelsa che ha fatto un controllo organico e sistematico».

La stretta finale contro evasori di Ici e Imu a Vinci sta producendo i suoi effetti. Le imposte dovute sulla casa, soppiantate ed inglobate nella tassa sui servizi della più recente e già contestata Tares, continuano però a materializzarsi nelle case di diversi cittadini, attraverso accertamenti sui pagamenti effettuati dal 2010 fino al 2012 con tremila accertamenti inviati alla fine dello scorso 2013 e che ad oggi stanno ancora pervenendo nelle case dei vinciani.

Il Comune di Vinci ha messo in atto in questi anni una politica di controlli molto capillare, frutto di controlli incrociati tra Ufficio del catasto ed Agenzia delle Entrate che, passando per l’Ufficio Ragioneria, sono arrivate ai cittadini che risultavano insolventi o non completamenti assolti dagli obblighi tributari. Una politica che più volte è stata oggetto di contestazione da parte dei cittadini e che, tra i tanti soldi recuperati in questi anni dall’amministrazione vinciana (intorno al milione di euro), produce qualche volta l’effetto di “bucare” l’intervento anche verso chi ha pagato in tempo e nella giusta misura.

L’amministrazione comunale minimizza gli ultimi episodi accaduti con le parole di Cioli: «Tutto ciò che risultava nell’archivio è stato inviato e chi ha pagato non deve temere conseguenze. Ci sentiamo di fare il nostro lavoro con la massima scrupolosità, visto anche che non abbiamo mandati controlli a campione, ma il più possibile basati su dati certi».

Questi errori, dunque, potrebbero far parte di quelle anomalie sistematiche di casi nei quali qualche contribuente si è visto raggiungere da un avviso di pagamento già assolto o dall’obbligo di dover presentare all’amministrazione comunale ulteriore documentazione per accertare ulteriormente la correttezza delle imposte versate. Con la speranza che le anomalie cessino i cittadini onesti però continuano ad inquietarsi, anche loro, a giusta ragione.

Antonio Lanza

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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