Proteste
Teatro, ascensori e Saffa nodi da sciogliere per Toni
Obiettivi del rush finale: «Firma della convenzione per il villaggio nell’ex fabbrica taglio del nastro della maxi-opera da 4,8 milioni di euro, apertura del Pacini»
FUCECCHIO. Nelle campagne elettorali i “primi cento giorni” sono ormai i cavalli di battaglia dei candidati, senza distinzione di schieramento politico, per annunciare quali e quanti interventi faranno fin da subito una volta che ricopriranno la carica per la quale stanno correndo. Per il sindaco di Fucecchio invece stanno per iniziare gli “ultimi 100 giorni”, che chiuderanno il suo doppio mandato alla guida della città. Ma per lui non è ancora arrivato il tempo di tirare i remi in barca. Perché ci sono almeno tre questioni “bollenti” sulla sua scrivania. Che secondo i piani dello stesso Claudio Toni e del Pd non devono restare incompiute, perché rappresenterebbero un boccone invitante per gli avversari in campagna elettorale: progetto di recupero dell’ex Saffa, apertura del cinema-teatro Pacini e inaugurazione del maxi-ascensore per il San Pietro Igneo.
Villaggio-bio. Nello scorso mese di dicembre Toni aveva dato l’ultimatum alla società Hibiscus srl, proprietaria dell’immensa area-ghetto (56mila metri quadrati) di via Dante che una volta ospitava la fabbrica di fiammiferi. Che dovrebbe diventare un nuovo maxi-quartiere con case, negozi e tanto verde. In realtà il cronoprogramma – messo a punto nel 2011 è naufragato. Questo doveva essere l’anno delle ruspe in azione, ma in realtà la convenzione tra Comune e privato che dovrebbe dare il via ai lavori (durata 9 anni) non è ancora stato firmato. Però l’ultimatum ha avuto effetto. I contatti tra le due parti sono ripresi «e ora – spiega il sindaco – stiamo valutando l’ipotesi di suddividere l’operazione in tre fasi». L’obiettivo di Toni, a questo punto, è comunque di mettere la firma sull’atto prima di lasciare piazza Amendola.
Maxi-ascensori. Ormai ci siamo, anche se le piogge degli ultimi tempi hanno un po’ frenato i lavori: «Gli ascensori sono già arrivati e saranno installati all’inizio della prossima settimana. Poi partirà l’asfaltatura, quindi ci saranno i collaudi. L’illuminazione è quasi ultimata e la videosorveglianza è già pronta e funzionante». E questo – a meno di clamorosi colpi di scena – sarà un taglio del nastro “pesante”, perché l’opera cambierà il volto del borgo alto e del centro protesico, che saranno collegati – attraverso i maxi-ascensori – a un parcheggio da 180 posti auto. Anche se c’è da dire che (complice il patto di stabilità che ha costretto il Comune a dilatare i pagamenti) rispetto ai due anni previsti, ce ne sono voluti tre e mezzo e il conto è salito da 4 a 4,8 milioni (per una serie di migliorie apportate in corso d’opera).
Pacini. L’associazione Teatrino dei Fondi, che si è aggiudicata la gestione del cinema-teatro di piazza Montanelli (con bar, biglietteria, platea da 200 posti, palco, quattro camerini, cabina di proiezione e postazione regia) per i prossimi nove anni, sta lavorando sodo per avviare l’attività il prima possibile e per far calare il sipario su una vicenda stucchevole che si è trascinata per oltre un decennio, finendo per far lievitare i costi da 7,1 miliardi di lire a 5,8 milioni di euro. Per la stagione teatrale bisognerà aspettare l’autunno, e anche per il cinema ci sono dei rallentamenti dovuti al “pensionamento” delle pellicole, sostituite dal digitale che costringe il gestore – e il Comune – a rivedere i piani. Ma l’obiettivo è di partire a breve con le prima iniziative: «Sono in contatto costante con l’associazione – assicura il sindaco – e insieme stiamo cercando di risolvere tutte le problematiche che si presentano nell’allestimento di una struttura di questo genere. I tempi? Sono fiducioso». Con la consapevolezza che due tagli del nastro di questo tipo e una firma sulla convenzione-Saffa rappresenterebbero qualcosa di più di una ciliegina sulla torta per la sua avventura politica, ma soprattutto un punto di svolta per il futuro di Fucecchio.
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