Il Tirreno

Empoli

Grido d’aiuto di Lazzeretto «Aprite un negozio qui»

di Marco Sabia
Grido d’aiuto di Lazzeretto «Aprite un negozio qui»

Dopo la chiusura della Coop sono rimasti tre parrucchieri ma una sola attività che offre anche generi alimentari, anziani in difficoltà per fare la spesa

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CERRETO GUIDI. Pochi giorni fa la Coop ha chiuso, dando il colpo di grazia per una frazione che si sente più un dormitorio, un luogo di passaggio, un territorio che sta perdendo pian piano la propria identità. Il paese in questione è Lazzeretto, frazione di Cerreto Guidi con 1150 abitanti circa, molti dei quali anziani.

A Lazzeretto, ad oggi, sono presenti una farmacia, un'edicola tabaccheria, un bazar tabacchi, una lavanderia, un panificio e, paradossalmente, ben tre parrucchieri, per giunta distanti l'uno dall'altro appena pochi metri.

Inoltre c’è circolo Arci che, con la chiusura - anch'essa recente - dell'ultimo bar del paese, è rimasto l'unico locale dove recarsi per un semplice caffè. La chiusura della Coop, che dal primo febbraio ha la serranda desolatamente abbassata, è la classica goccia che fa traboccare il vaso, l'evento eclatante dinanzi al quale non è più possibile chiudere gli occhi. Gli anziani del paese si trovano in difficoltà anche per una piccola spesa che vada oltre il pane o qualche insaccato, vedendosi costretti - chi può ovviamente - a prendere l'automobile per andare a Mastromarco, Stabbia, Cerreto Guidi, Fucecchio o Empoli, dove sono presenti centri commerciali più o meno estesi.

«Una volta - racconta Eugenio Borgioli - eravamo un paese fiorente, con fabbriche, botteghe e pure una grande cooperativa edile. C'era una bella condivisione di valori che dava grande armonia e molto meno egoismo. Oggi, purtroppo, siamo diventati un paese dormitorio». Poco più in là c'è Bruno Marconcini, una vita a Lazzeretto: «Questo paese sta morendo? A me pare già morto. Sta scomparendo tutto ed è un peccato perché in passato c'era veramente tanto qua, dalle fabbriche fino alle piccole botteghe». E poi Enrico Borgioli: « Stavamo bene - sottolinea - a livello economico. Il lavoro c'era e le attività guadagnavano e crescevano. Oggi è tutto cambiato e la chiusura della Coop, situata in un punto nevralgico della frazione, ne è la dimostrazione più lampante».

L'unica attività che offre generi alimentari è il Forno I due pani di via Trento, che ha provato sulla propria pelle il cambiamento: «È chiaro che - precisa Antonella Zotta - molti clienti della cooperativa ora si servono da noi, che siamo gli "ultimi sopravvissuti". Il nostro modo di lavorare però è diverso: non possiamo avere l'assortimento della Coop, dobbiamo puntare sulla qualità del nostro prodotto facendo affezionare il consumatore e devo dire che tanti iniziano a conoscerci ed apprezzarci». La stranezza ulteriore sta, per così dire, nell'avere un territorio con una precisa identità in cui sono presenti tre parrucchieri ma è assente un punto vendita anche di piccole dimensioni, ruolo ricoperto fino a pochi giorni fa dalla Coop locale. La colpa, ovviamente, non è dei parrucchieri ma il dato di fatto rimane nella sua paradossalità e particolarità. La speranza di molti abitanti è quella che qualcuno decida d'investire nel fondo una volta occupato dalla Coop per garantire un servizio essenziale alla popolazione, dato per scontato fino a poco tempo fa ma che oggi fa sentire sempre di più la propria mancanza. Rimane, per il momento, il grido d'aiuto della popolazione che si sente sempre più in un paese fantasma, dormitorio o, quando va bene, di passaggio. La “prognosi” non è assolutamente incoraggiante e ad aggravare il "quadro clinico" c'è la mancanza di segni di ripresa per questa piccola frazione di Cerreto Guidi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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