Il Tirreno

Empoli

Controlli anti-sismici degli edifici a passo di lumaca nel circondario

di Francesco Turchi
Controlli anti-sismici degli edifici a passo di lumaca nel circondario

A un anno dalla firma del patto tra Unione e Università la procedura è ancora ferma al palo Si salvano soltanto Castelfiorentino e Fucecchio dove i Comuni si erano mossi autonomamente

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EMPOLI. I controlli anti-sismici nell’Empolese Valdelsa vanno a passo di lumaca. Per colpa della burocrazia, delle difficoltà di bilancio dei Comuni (le verifiche, come spiegato più avanti sono decisamente onerose), ma anche di un coordinamento non proprio impeccabile. Basta un dato per fotografare la situazione: nel marzo 2013 Unione e Facoltà di Ingegneria dell’Università di Firenze avevano firmato un protocollo di intesa per verificare la vulnerabilità di scuole, municipi e immobili strategici. A distanza di quasi un anno i controlli non sono ancora partite, fatta eccezione per Castelfiorentino e Fucecchio che si erano mossi in autonomia, giocando d’anticipo, rispettando così i tempi previsti dalla legge (che fissava come termine ultimo per il via alle verifiche il 31 dicembre 2012).

La situazione. Il patto con l’Università nasce per garantire ai Comuni che decideranno di seguire questo percorso una collaborazione qualificata e diretta. Una volta individuate le priorità e affidati gli incarichi, i tecnici dovranno occuparsi di tutte le attività connesse alle verifiche tecniche dei livelli di sicurezza strutturale, mediante rilievi della definizione e coordinamento della campagna di indagini diagnostiche e delle analisi strutturali delle costruzioni indicate dai Comuni. L’analisi della staticità degli edifici rilevanti e strategici si svilupperà in tre fasi: valutazione generale della situazione, quindi verranno prese in considerazione le principali criticità nel dettaglio e infine verrà redatta una relazione sugli edifici che necessitano di interventi con l’indicazione del tipo di lavori da fare.

Blocco. Il cronoprogramma resta questo. Ma nel frattempo è passato un anno e ancora non è chiaro il quadro dei Comuni che hanno deciso di avvalersi di questa opportunità: «Noi avevamo firmato l’atto politico – spiega il direttore dell’Unione, Alfiero Ciampolini – poi sono stati necessari ulteriori passaggi interni all’Università: il documento definitivo (con modalità di intervento e costi, ndr), è arrivato pochi giorni fa. Ora stiamo facendo la ricognizione tra i Comuni per capire chi vuole andare avanti con le proprie gambe e chi invece si appoggerà all’Università». E in quest’ultimo caso «ogni singolo ente – spiega l’ingegnere Claudia Peruzzi del Comune di Vinci – stipulerà autonomamente la convenzione con il Dipartimento».

Qui Castelfiorentino. In questo caso il compito è stato affidato all’ingegnere Stefano Colombini, dipendente Asl, con un compenso di 16mila euro. E a giorni dovrebbe arrivare sul tavolo del sindaco Occhipinti il report definitivo su palazzo comunale e scuola primaria Tilli. «Soltanto per queste due verifiche – spiega la dirigente del Comune, Valentina Perrone – relative a edifici in muratura, che richiedono un livello di “conoscenza” più basso, abbiamo speso 60mila euro. Perché al di là dell’incarico, sono necessari prove geologiche, prelievi di materiali, analisi delle fondamenta». Ultimato il report sui primi due edifici, toccherà (entro la fine dell’anno) alla scuola media Bacci, che è realizzata in cemento armato e per questo ci sarà bisogno di analisi ancora più approfondite: l’operazione costerà intorno a 100mila euro (12mila euro dalla Regione, che ha concesso un contributo analogo anche per il municipio). E se uno degli edifici presentasse della criticità? «In quel caso – spiega Perrone – siamo obbligati a mettere in programmazione gli interventi di adeguamento sismico, da effettuare quando ci saranno le risorse».

Qui Fucecchio. L’incarico di “mappare” il rischio sismico è stato affidato all’ingegnere Paolo Cioni per 24mila euro: «Una prima ricognizione di tutti gli edifici interessati – spiega il sindaco Claudio Toni – è conclusa. Non sono emerse criticità strutturali, ma in alcuni casi sono necessari approfondimenti, che saranno effettuati a breve. Si tratta comunque di piccoli interventi, che riguardano per esempio pareti o grondaie che potrebbero rivelarsi pericolose in caso di terremoto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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