Sicurezza
Slitta ancora il saldo della Tares
Commercianti in rivolta per le maxi-bollette, i sindaci fanno saltare la scadenza del 28 febbraio
EMPOLI. La raccolta differenziata va a gonfie vele, ma la bolletta sale vertiginosamente. I commercianti si ribellano, a suon di dossier e mobilitazioni. E i sindaci cercano di correre ai ripari, avventurandosi in un difficile slalom tra i paletti fissati dalla normativa nazionale e quelli rivendicati dalle associazioni di categoria. Il risultato è che – a meno di clamorosi colpi di scena – il saldo della Tares 2013, che secondo il precedente cronoprogramma doveva essere pagato entro la fine d questo mese, slitterà ancora (per tutte le utenze non domestiche e in parte anche per le “domestiche”). E sarà “spalmato”. Probabilmente a marzo arriverà un ulteriore acconto. E il resto? L’obiettivo è studiare nei dettagli la normativa della Tari, la tassa sui rifiuti che con Tasi e Imu compone la Iuc, Imposta unica municipale.
I sindaci. «L’impressione – spiega il delegato alle finanze Giulio Mangani – è che la Tari dia maggiore possibilità di manovra alle amministrazioni comunali». Che, se così fosse, potrebbero applicare dei correttivi in grado di evitare la maxi-stangata. La situazione è fumosa e gli incontri si susseguono, ma i sindaci stanno lavorando per andare incontro alle esigenze dei commercianti, come conferma il delegato all’Ambiente dell’Unione dei Comuni, Carlo Tempesti: «A breve (domani o al massimo giovedì, ndr) incontreremo le associazioni di categoria e illustreremo la possibile situazione che abbiamo individuato»
Equilibrio rotto. L’Empolese Valdelsa aveva trovato un suo equilibrio sull’asse rifiuti-costi, con la Tariffa che variava in base agli svuotamenti, premiando i virtuosi del porta a porta. Poi è stata introdotta – a livello nazionale – la Tares, che si basa sui metri quadrati dell’immobile e che ha fatto “saltare” il sistema. I Comuni – per salvaguardare comunque il porta a porta, hanno introdotto una serie di sconti per abbassare comunque la Tassa a chi fa la differenziata.
Maxi-bollette. Ma il correttive non è sufficiente, almeno per alcune categorie, come testimoniano le simulazioni fornite da Confesercenti: un ristorante di Empoli, con un immobile di mille metri quadrati, nel 2012 pagava ventimila euro di bolletta dei rifiuti. Per il 2013 si vedrebbe recapitare una bolletta di almeno 45mila euro (il costo pieno sarebbe di oltre 60mila euro, al quale applicare lo sconto del 30% previsto per gli utenti virtuosi). Ma non si tratta di un caso isolato: un fioraio con un negozio di 50 metri quadrati pagherà 4mila euro.
Il quadro. Confesercenti , incrociando i dati di un campione di imprese “contabilizzate” presso le varie sedi dell’associazione con le informazioni pubblicate in rete da Publiambiente, Quadrifoglio e ISPRA ha prodotto un “Dossier Tares” dal quale «emerge – sottolinea il coordinatore Lapo Cantini per esempio, come rispetto ad una produzione dei rifiuti che, complessivamente, è diminuita negli ultimi due anni, anche a causa della crisi economica e del conseguente calo dei consumi, per le “nostre imprese” le tariffe non siano diminuite, ma incredibilmente aumentate. L’Empolese-Valdelsa rappresenta un “caso limite”, con la raccolta porta a porta di Publiambiente che tocca, in alcuni Comuni, percentuali “bulgare” del 90%, ma con “aumenti killer” della tariffa: 112% per i bar, 130% ristoranti, 157% fiorai, addirittura 402% per le pescherie».
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