Il Tirreno

Empoli

«Sembravano volantini e invece erano bombe»

«Sembravano volantini e invece erano bombe»

I racconti degli empolesi che furono testimoni settanta anni fa dei bombardamenti sulla città. I ricordi indelebili dei morti e delle macerie

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. “Empoli sotto le bombe, i racconti di Santo Stefano”, è stato questo il titolo per ricordare uno degli eventi più tristi per la città durante il passaggio della seconda guerra mondiale. Ricordarlo nel settantesimo anniversario non era cosa da poco, e allora abbiamo lanciato l’idea. Il nostro appello a farci giungere in redazione le testimonianze sul bombardamento di Empoli del 26 dicembre di settant’anni orsono non è caduto nel vuoto, e siamo in grado di pubblicare le prime tre testimonianze inedite, tutte raccolte da testimoni oculari di quei tristi avvenimenti. La testimonianza è sempre un qualche cosa di intimo, di personale, e spesso tanti ricordi, soprattutto quelli più difficili da dimenticare, rimangono sepolti fra le pieghe della memoria; talvolta in circostanze particolari riaffiorano, e ci raccontano di un tempo che non va dimenticato. E nelle testimonianze c’è una Empoli che fu e soprattutto ci sono gli empolesi di un tempo andato che ogni tanto è bene ricordare. Tra le testimonianze c’è quella di Giuseppe Bellucci che aveva 10 anni e vide arrivare gli aerei in cielo e ricorda: «Sembravano volantini e invece erano bombe». Oppure ancora quella di Alberto Niccoli che si trovava in piazza della Vittoria mentre iniziò la grande confusione. O ancora quella di Aulo Marini che quando arrivarono le bombe era al bar Sammontana. E vide un amico sbattere nella strada, a destra e a sinistra, per l’onda d’urto degli ordigni. Tutti i ricordi e le storie nel giornale in edicola

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa