La manifestazione
A gennaio ancora 14 morti in centro
Il corpicino di un neonato fu trovato su un tetto a decine di metri dalla casa in cui abitava
EMPOLI. Il 18 gennaio del 1944, erano trascorsi poco più di venti giorni dal primo terrificante bombardamento sulla stazione che aveva causato 109 morti nel quartiere delle Cascine, le forze aeree americane colpirono di nuovo Empoli, ma stavolta non furono i bombardieri puri a sganciare le bombe sulla città, e forse anche per questo i danni furono minori. Gli aerei giunsero sulla città attorno alle 14 e sganciarono il loro carico di morte.
Morirono quattordici persone, una decina rimasero ferite, decine furono le case distrutte fra via giro delle mura, via degli Orti, via Chiarugi (compresa l’antica dimora del grande Vincenzo Chiarugi, poi ricostruita) via Chiara e via Rozzalupi. Infame la guerra. Questo bombardamento sulla città, il 18 gennaio del 1944, porterà via alla famiglia di Alberto Niccoli, del quale pubblichiamo la testimonianza, un cugino, Mario Niccoli, classe 1913, la moglie di Mario Vania Noci classe 1918 e il loro bambino di pochi mesi, il cui corpo venne ritrovato su un tetto lontano decine di metri dalla sua casa. Abitavano in borgo, e la guerra in pochi secondi li cancellò.
Ma sono salvi nella memoria di tutti coloro che li conobbero e di quelli che ne hanno raccontato la storia affinché il loro ricordo non vada perduto e le loro vite non siano state spezzate invano, ma la loro morte serva come monito e testimonianza per un futuro di pace. Quel giorno gli aerei alleati colpirono anche la stazione ferroviaria di Pontedera, con l’importante obiettivo militare dello stabilimento Piaggio, e lo snodo ferroviario della vicina Certaldo, colpita da una quarantina di fortezze volanti B 17.
Il 22 gennaio, quattro giorni dopo, stavolta poco dopo le 23, una bomba d’aereo cadde sulla vetreria Taddei. L’ordigno centrò la piazzola di un forno, intorno al quale lavoravano diversi operai. Otto di loro morirono così. Molti altri rimasero feriti. E nessuno finora ha stabilito con certezza assoluta chi abbia sganciato quell’unica bomba e perché (forse una manovra di alleggerimento del carico rimasto da parte di un aereo alleato di ritorno dal bombardamento su altro obiettivo).
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