Il dolore
Argine bucato a Cavasonno e parte la protesta degli abitanti
L’acqua dell’Egola è arrivata fino alle case a causa di questa apertura, sopralluogo del Consorzio Il presidente Soro: «Non si sa chi lo ha realizzato e soprattutto il motivo per cui è stato fatto».
FUCECCHIO. Un pozzetto "misterioso" nel mirino della gente di via Cavasonno che ha tremato per il timore di essere invasi dall'acqua del fiume Egola, emergenza poi - per il momento - fortunatamente rientrata. Ecco i fatti: dalla mattinata di venerdì in via Cavasonno - e nella confinante via Cavane - i campi si sono allagati, così come le strade, ad un ritmo lento ma costante, con la paura che l'acqua finisse nelle case.
L'acqua, che arrivava dalla zona dello sottopassaggio della ferrovia e della superstrada vicino Ponte a Egola, non ha superato per fortuna la barriera naturale.
L'acqua, però, passava comunque per due motivi principali: primo perchè i volumi ingenti di acqua proveniente da monte, insieme alla particolare conformazione del terreno e anche ai sottopassi, hanno fatto sì che l'acqua filtrasse e "scavalcasse" l'argine stesso senza superarlo in altezza. E poi, e qui casca l'asino, la comparsa di un pozzetto, scavato nell'argine, al confine col sottopasso della ferrovia, che era "misteriosamente" aperto, rendendo praticamente comunicanti le due aree divise dallo stesso argine e contribuendo, anche se non in maniera preponderante, ad accrescere la mole d'acqua che attraverso i campi stava per allagare via Cavasonno e via Cavane.
A precisarlo è il direttore del Consorzio di Bonifica della Valdera Gianluca Soro, che ieri si è recato sul posto insieme ad alcuni tecnici e ad un gruppo di abitanti della zona. «Siamo arrivati ieri sull'argine e siamo rimasti stupiti per la presenza di questo pozzetto scoperto. Al momento non sappiamo né chi lo abbia realizzato e nemmeno perchè. Fatto sta che comunque ha contribuito ad aumentare il passaggio di acqua verso via Cavasonno».
Anche dal Comune di San Miniato, di cui ponte a Egola è frazione, fanno sapere di aver effettuato un sopralluogo che ha portato allo scoperta del “pozzetto dei misteri”. Comune e Consorzio stanno già cercando di contattare chi ha portato a termine l'opera e perchè.
La struttura realizzata nell'argine, anche se non è la sola e principale causa dell'allagamento, ha fatto molto arrabbiare gli abitanti della zona, molti dei quali si sono recati in loco per vedere con i propri occhi e per scattare qualche foto. Per fortuna l'emergenza sembra passata, l'acqua nelle abitazioni pare essere una minaccia sfumata e pian piano tutto sta tornando la normalità dopo la concitazione e la paura di venerdì.
Probabilmente, dopo che l'acqua rimasta se ne sarà andata, rimarrà soltanto quel pozzetto aperto, non proprio un pozzo dei desideri.
Qualche abitante di zona, con un po' d'umorismo, avrebbe potuto gettare una monetina nel pozzo sapendo che essa sarebbe tornata a casa dal legittimo proprietario, accompagnata dall'acqua che l'argine dovrebbe fermare. Oltre al danno, la beffa.
Marco Sabia
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