Il Tirreno

Empoli

Lavoro, nel circondario non c’è posto per i giovani

di Alessandro Marmugi
Lavoro, nel circondario non c’è posto per i giovani

Crollano gli avviamenti, soltanto uno su quattro riguarda gli under 30 In picchiata i contratti a chiamata. In un anno duemila disoccupati in più

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EMPOLI. Sempre meno giovani che riescono a trovare lavoro, mentre è boom per gli over 35. Poco più di 10mila avviamenti nel primo semestre del 2013, con dati che ricalcano quelli registrati nel 2009. Più di 24.000 i disoccupati iscritti ai Centri per l’impiego. I dati dell’osservatorio del mercato del lavoro dell’Empolese Valdelsa, riguardanti il primo semestre del 2013 e illustrati ieri dal consulente Asev Riccardo Sgherri e dalla responsabile del Centro per l’impiego Laura Fulceri sono inequivocabili. Anche nella nostra zona c’è sempre meno lavoro, ma soprattutto c’è sempre meno spazio per i giovani.

Le aziende del circondario hanno comunicato ai Servizi per l’impiego di competenza territoriale di aver costituito 10.246 comunicazioni di avviamento nel primo semestre dell’anno trascorso. Un dato allarmante che evidenzia una netta flessione rispetto agli incrementi dei primi semestri del 2010 e del 2011 che avevano portato il valore complessivo oltre 15.000, con i valori attuali che ritornano ad essere sui livelli del biennio 2008-09, un passo indietro insomma di quattro anni.

Se per quanto riguarda il genere gli avviamenti registrati indicano una quasi sostanziale parità tra uomini e donne a colpire è sicuramente l’età media dei destinatari dei contratti. La fascia di età che raccoglie infatti il maggior numero di avviamenti infatti è quella delle persone tra i 35 e i 39 anni in netto aumento rispetto agli anni passati, seguita da quella composta dai soggetti tra i 40 e i 44 anni. Una vera e propria rivoluzione rispetto al 2011, quando coloro che trovavano maggiormente lavoro erano i ragazzi compresi nella fascia di età tra i 19 e i 24 anni. Ora invece sono soprattutto gli ultratrentenni, a discapito dei più giovani. Se le comunicazioni di avvio al lavoro a cittadini con meno di trent’anni nel primo semestre del 2009 erano oltre il 36% del totale nel periodo gennaio-giugno 2013 hanno segnato poco più del 26% con un arretramento del 10% in 4 anni.

Ogni anno quindi in media si perdono tra il 2 e il 4% di posti di lavoro destinati ai giovani. Per quanto riguarda il profilo contrattuale, il precariato la fa ancora da padrone. Il lavoro a tempo determinato caratterizza più della metà degli avviamenti con il 51,6%, seguito dal lavoro a tempo indeterminato che ha una fetta del 24,6%. Il lavoro interinale invece occupa il 9,1% del mercato annuale ed è in crescita rispetto ai dati precedenti, seguito dal lavoro a progetto e dall’apprendistato. Reggono anche i tirocini formativi mentre sembra quasi essere sparito il lavoro intermittente, ovvero il lavoro a chiamata. Da segnalare che analizzando nel dettaglio i dati vi è una differenza sostanziale tra la Valdelsa che fa maggiore ricorso al lavoro a tempo determinato (che copre il 67,7%) e l’Empolese dove questo si attesta al 51,6% e dove sale il dato del lavoro a tempo indeterminato. La maggioranza delle persone per quanto riguarda i settori continua no a trovare lavoro nel settore dei servizi (53%) seguito dall’industria manifatturiera e dall’edilizia (poco più del 37%) e per il residuo dalle attività agricole (10%). Ma a balzare agli occhi sono anche i dati sulla disoccupazione. Al 30 settembre dello scorso erano ben 24.269 le persone che hanno dichiarato di essere senza lavoro, contro le 22.237 dell’anno precedente e le 17.496 del 2011. Aumentano anche coloro che usufruiscono della cassa integrazione in deroga 5.963 secondo l’ultima rilevazione, il 30,1% in più rispetto al dato dell’anno precedente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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