Lutto
Bandite le ricette fatte a mano caccia ai medici poco tecnologici
L’Asl 11 sta richiedendo i compensi per l’ indennità informatica percepita negli ultimi anni Nel mirino tutti i professionisti che non hanno raggiunto il 70% delle prescrizioni online
EMPOLI. Come successo già in altre parti della Toscana e dell’Italia, anche l’Asl 11 ha già individuato e sanzionato i medici “furbetti” dell’anti tecnologia. Da tempo ormai la stragrande maggioranza delle prescrizioni mediche viene effettuata tramite computer e le aziende sanitarie garantiscono ai loro medici di famiglia associati l’indennità informatica.
Un buon numero di camici bianchi, però, non ha ancora iniziato a mettere in pratica il passaggio dalla classica ricetta cartacea a quella che deve essere fatta utilizzando il pc. L’Asl 11, sul nostro territorio, ha già scovato i medici di famiglia che non avevano fino ad oggi adempiuto il loro incarico nel rispetto dell’indennità informatica, chiedendo loro indietro i fondi che avevano ricevuto secondo l’azienda sanitaria empolese immeritatamente.
Da quanto riferito proprio dall’Asl 11 che opera sul nostro territorio, al momento i medici incriminati sono otto: cinque di medicina generale e tre pediatri in libera scelta. L’ammontare di quello che dovranno restituire all’Asl 11, variano rispetto alla tipologia di camice in questione. I medici di medicina generale dovranno rimborsare l’azienda sanitaria di una somma pari a 5mila 557,84 euro cadauno, mentre i pediatri 6mila 197,74.
Nelle casse dell’Asl 11 ritorneranno indietro complessivamente poco meno di 46mila 400 euro. La cifra deriva dal mancato adempimento rispetto all’indennità informatica che era stata percepita da parte di questi camici bianchi per ben sei anni.
La suddetta indennità garantisce mensilmente ad ogni medico di medicina generale 77,47 euro lordi, mentre ai pediatri 103,29 euro. Questo somme sono quelle pattuite in una convenzione firmata ormai sei anni fa per cui appunto i medici devono tagliare il traguardo del 70%delle ricette compilate attraverso il computer. Ma non tutti sono riusciti a raggiungere questo obiettivo e di conseguenza l’Asl 11, come tutte le altre aziende sanitarie, ha iniziato a fare i controlli (dato anche il momento di spending review). E sono saltati fuori i medici inadempienti. Ma alcuni di quelli beccati non hanno preso bene la richiesta di riversare le indennità.
La protesta da parte dei medici sta rimbalzando in tutta Italia e molti di questi sostengono che il rimorso per il mancato adempimento all’indennità informatica rappresenti una vera e propria multa. In realtà non si può proprio parlare di sanzione, quanto di restituzione dei fondi a loro garantiti immeritatamente data la mancata presa visione del servizio tramite computer.
L’Asl 11 conferma di essere riuscita ad individuare i medici che erano stati pagati immeritatamente attraverso l’Unità operativa complessa amministrazione e politiche risorse umane. A quanto spiegato dall’azienda sanitaria, questa unità operativa ha infatti chiesto alla farmacia territoriale la percentuale di ricette fatte sul computer sul totale delle ricette, andando così a scoprire i medici che non si erano attenuti alla nuova procedura.
Il rimborso dell’indennità, in sostanza, è stato richiesto a tutti quei medici di famiglia che non hanno prescritto ai loro pazienti appunto il 70% delle ricette tramite computer. La presa visione da parte dall’azienda sanitaria che agisce sul nostro territorio del problema in corso, le ha dunque permesso di arginare il problema in tempi ragionevoli, se comparati alle altre aziende sparse in tutta Italia.
L’Asl 11 conferma infatti di aver iniziato l’iter per il recupero crediti elargito ai medici che si sono avvalsi dell’indennità informatica senza però rispettarla. Ad oggi per alcuni medici, il recupero è già stato effettuato, mentre per altri è progressivamente in fase di recupero.
Chiara Capezzuoli
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