Il Tirreno

Empoli

Premio all’onestà di due studentesse del Checchi

Riportarono a scuola 1.500 euro che avevano trovato Il sindaco ha regalato alle ragazze alcuni libri sulla Toscana

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FUCECCHIO. Certi gesti d'onestà non si fanno sicuramente per ricevere un premio. E' chiaro, tuttavia, che faccia piacere vedersi riconosciuti i propri meriti, specie quando si è delle giovani ragazze 16enni, non abituate ad essere al centro dell'attenzione per un’ azione su cui non hanno riflettuto più di tanto, visto che per loro è stato inevitabile fare quella scelta . Le studentesse della II A ITC del Checchi di Fucecchio, Martina Burgarello e Alice Lamberti di S. Croce, che il 10 gennaio avevano restituito 1500 euro trovati per terra dinanzi l'istituto, sono state premiate dal sindaco Claudio Toni che ha voluto regalare loro alcuni libri – sulla storia di Fucecchio e della Toscana - in segno di riconoscenza ed apprezzamento.

Il gesto, che aveva fatto molto scalpore e raccolto tantissimi attestati di stima, ha pertanto ricevuto il plauso delle istituzioni cittadine, rappresentate dal sindaco Toni. L'incontro è avvenuto in classe dinanzi ai compagni di classe, agli insegnanti e al dirigente Graziano Magrini.

Queste le parole che il primo cittadino ha voluto rivolgere alle studentesse in una delle sale del municipio: «Il vostro gesto è un esempio di onestà, educazione e di senso civico che voglio sottolineare pubblicamente. Alla base del vostro comportamento c'è sicuramente un'educazione familiare e scolastica di prim'ordine». Il sindaco Claudio Toni ha pioi concluso: «Meritate il mio applauso e quello di tutti i vostri compagni ed insegnanti». Poi la consegna dei piccoli doni che il primo cittadino aveva riservato per le due ragazze, appunto alcune pubblicazioni sulla loro regione. Un piccolo pensiero soprattutto simbolico.

Fin qui il riassunto dell'incontro avvenuto martedì mattina che, considerando la timidezza delle due giovanissime studentesse, le avrà fatte arrossire d’orgoglio. Serve, però, tornare indietro a quel dieci gennaio, quando due ragazze decisero di dimostrare che l'onestà è qualcosa che fa parte dell'indole di due sedicenni. Alice e Martina, poco prima di entrare in classe, scorsero vicino ad un cassonetto una mazzetta con tre banconote da cinquecento euro, senza documenti che potessero indicarne la provenienza.

Dopo essersi guardate negli occhi, decisero di consegnare quel "gruzzoletto" ai custodi che a loro volta si occuparono di affidarli al responsabile d'Istituto, il professor Pino Liuzzi, che li portò alla municipale il giorno seguente. Le alunne avrebbero potuto tranquillamente far finta di niente e spartirseli, tanto più che non c'era nessun documento di riconoscimento. E invece decisero che la loro onestà non aveva prezzo, scegliendo l'opzione migliore. Dopo aver parlato con loro in quei giorni, si può dire certamente che alcune loro parole erano - e sono tutt'ora - molto significative:«Dopo un attimo di smarrimento, abbiamo deciso da sole, facendo la scelta più giusta».

Senza l'aiuto degli adulti, per farla breve. Un gesto istintivo, che però trova sicuramente le sue radici in un'educazione - come precisato dallo stesso sindaco - familiare e scolastica di alto livello. Un gesto che, comunque, rimane un'eccezione, una felice eccezione e che per questo va rimarcata ad ogni livello, di modo che anche i più grandi prendano esempio da queste due giovani rappresentanti delle nuove generazioni, che evidentemente non sono così superficiali come spesso si pensa.

E che, oltretutto, non hanno bisogno di tanti consigli per prendere le decisioni più giuste ed oneste. Un bello spot per i giovani, per il Checchi e per i genitori che hanno improntato l'educazione delle figlie all'onestà e al rispetto del prossimo. Oltre che, ovviamente, per le due protagoniste, balzate agli onori della cronaca per aver fatto "solamente" il proprio dovere in una qualunque mattinata di un qualunque giorno di scuola.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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