Sicurezza
I lavoratori della Shelbox da Papa Francesco Il pontefice "Il lavoro è la prima preoccupazione"
L’azienda di Castelfiorentino è fallita e il 5 marzo scade la cassa integrazione. Operai, familiari e sindacalisti a Roma con due pullman. Con loro anche il sindaco e il presidente della Camera di commercio
CASTELFIORENTINO. Ore 2.07. Inizia il viaggio per 100 cuori carichi di speranza. Due pullman si muovono dal piazzale della Shelbox di Castelfiorentino. A bordo ci sono gli operai in presidio da oltre un anno. La loro azienda è fallita. E tra poco più di un mese, il 5 marzo, scadrà la cassa integrazione. Se entro quella data non si presenterà un compratore scatterà la mobilità per tutti i 130 dipendenti.
La partenza nella notte. I due pullman sono diretti a Roma, dove decine di lavoratori, accompagnati dalle loro famiglie, parteciperanno oggi, mercoledì 29 gennaio all'udienza generale di Papa Francesco. Con loro - guidati dai delegati della Rsu Fiom, Maurizio Garofano e Massimo Simoncini - ci sono il sindaco di Castelfiorentino, Giovanni Occhipinti e il presidente della Camera di commercio di Firenze, Vasco Galgani (FOTO). I lavoratori hanno preparato un dono per Papa Francesco, una maglia gialla con il simbolo della Shelbox, firmata da tutti i protagonisti della lunga battaglia per la difesa del posto di lavoro. Con due speranze: che una delegazione riesca a consegnarla direttamente a Bergoglio; e l'altra - ben più importante - che il Papa 'regali' a tutti loro una buona dose di esposizione mediatica attraverso un riferimento alla situazione della Shelbox. Perché anche l'ultimo summit - l'ennesimo - che si è tenuto lunedì scorso in Regione, si è concluso con una fumata nera.
Il futuro nero. All'orizzonte non c'è nessuno interessato a far ripartire la produzione, o almeno a firmare una lettera di interesse (non vincolante ma che deve essere comunque accompagnata da un piano industriale credibile) che garantirebbe il prolungamento della cassa integrazione per altri sei mesi, in attesa dell'esito dell'asta (la prima sarà bandita dal curatore fallimentare la prossima settimana).
La lettera. I lavoratori della Shelbox avevano scritto una lettera al Papa raccontando il loro dramma: "Le chiediamo di risponderci, perché le sue parole ci darebbero un grande sostegno nell'affrontare un momento così difficile". Dopo quella lettera monsignor Momigli della diocesi fiorentina, si è adoperato per organizzare la partecipazione dei lavoratori all'udienza generale.
Il regalo "autografato". Ore 6. I lavoratori e i loro familiari firmano una pergamena-ricordo che sarà consegnata a Papa Francesco insieme alla maglia della Shelbox, a una spilla e un libro della Fiom, alcune pubblicazioni relative alla Valdelsa e in particolare un libro del maestro Alberto Cavallini (scomparso nel 2012) e un altro dedicato alla sua esperienza didattica. Al Pontefice in regalo anche il calendario del 2014 con le fotografie che raccontano un anno di presidio.

L'attesa. In piazza San Pietro cresce l'attesa per l'udienza di Papa Francesco, in programma a partire dalle 10,30. "È un'emozione forte - assicura Cristina Mori - dipendente della Shelbox - in questo anno di presidio abbiamo vissuto momenti molto difficili e oggi proviamo tanta soddisfazione per il fatto di poter vivere un'esperienza straordinaria insieme ai nostri familiari".
Al fianco dei lavoratori c'è anche il sindaco Giovanni Occhipinti: "Per un rappresentante delle istituzioni è un dovere essere qui oggi. Il futuro? Dobbiamo lavorare tutti in queste settimana per far emergere un progetto in grado di far ripartire l'occupazione. La Regione sta lavorando in questo senso e anche i nostri parlamentari si stanno occupando direttamente della vicenda". La partecipazione all'udienza è stata possibile grazie all'impegno della diocesi di Firenze, attraverso il cardinale Betori e monsignor Momigli, presente in piazza San Pietro: "La Chiesa - quando viene chiamata, come nel caso della Shelbox cerca sempre di portare sostegno a chi ne ha bisogno. Dopo la lettera dei lavoratori a Papà Francesco, questa ci è la strada giusta per dare un aiuto morale a queste famiglie e per permettere al Papà di dare visibilità alla vicenda. Noi non possiamo andare oltre". Ora la palla, insomma, passa alla politica.
"L'ente che presiedo - aggiunge Vasco Galgani, presidente della Camera di commercio di Firenze - è sempre vicino a queste situazioni e anche noi siamo impegnati nella ricerca di soggetti che possano investire nella Shelbox".

Il saluto del pontefice. "Saluto le famiglie e gli operai della Shelbox di Castelfiorentino. E mi rivolgo a tutte le istanze affinché si faccia ogni sforzo perché il lavoro, sorgente di dignità, sia la preoccupazione centrale" (FOTO). L'ha detto Papa Francesco nel corso dell'udienza generale in piazza San Pietro. Applausi e commozione nella delegazione castellana.
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