Finanza
«Più ricchi di idee ed esperienze»
Il bilancio dei giovani parrucchieri che hanno lavorato in Europa con “Tra.Svi.Be”
EMPOLI. Il progetto “Tra.Svi.Be.”(Transnazionalità per lo sviluppo del benessere) organizzato dall’Accademia I Santini e dall’Agenzia per lo sviluppo è arrivato a conclusione. L’iniziativa, finanziata dalla Regione Toscana grazie alle risorse del Fondo sociale europeo ha dato l’opportunità ad oltre 100 ragazzi e ragazzi dell’accademia empolese di provare un’esperienza all’estero. I luoghi interessati dallo progetto sono stati Chicago negli Sati Uniti, Joensuu in Finlandia e Almeria in Spagna: in questi luoghi gli allievi de I Santini, hanno potuto confrontarsi con allievi internazionali, sia parrucchieri che estetisti, testando la maniera di lavoro che viene utilizzate in altre parti del mondo. «Ho svolto la mia esperienza all’estero in Finlandia - commenta l’allievo parrucchiere Paolo Aleccia, 27enne fucecchiese - è stata un’esperienza meravigliosa che mi ha fatto vedere una realtà diversa, soprattutto per quanto riguarda il sistema organizzativo e burocratico di quel paese».
Il progetto, che è stato patrocinato dalla Cna Toscana, ha dunque fornito ai ragazzi nuovi spunti ed idee su come affrontare il mondo del lavoro usciti dall’accademia. «Sono stata a Chicago per due settimane - commenta la 21enne empolese Stefania Maioli che si occupa di estetica - e sono rimasta indubbiamente colpita da ciò che ho trovato. Ho visto un mondo molto diverso rispetto a quello in cui opero, anche per quanto riguarda i metodi di lavoro. Il tutto ha indubbiamente accresciuto il mio bagaglio formativo». Il “Tra.Svi.Be.” ha coinvolto ed esaltato proprio tutti, sia coloro che lo hanno organizzato e reso possibile, sia i molti allievi che hanno usufruito dell’imperdibile opportunità. «Ho molto apprezzato al maniera con cui vengono trattati i clienti – sottolinea l’allieva nel settore estetico Giulia Terreni, 28enne di Fucecchio che si è recata a Chicago – avendo avuto l’occasione di stare appunto anche dalla parte del cliente, ti rendi conto di come vengano seguiti». «Anch’io sono andata a Chicago per due settimane – dice Martina Negro, 19enne di Empoli – e mi sono accorta della diversità con cui lavorano gli statunitensi. Ad esempio ho notato il poco peso che viene dato alla piega, anche perché i ritmi statunitensi sono ben diversi rispetto ai nostri e magari si ha meno tempo da spendere dal parrucchiere».
Chiara Capezzuoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
