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Empoli

Muore un altro marchio e i compratori non ci sono

Muore un altro marchio e i compratori non ci sono

L’allarme della Cgil: «Chiude anche Baracchino che aveva trenta operai» Parte l’appello per la ricerca di società in grado di rilevare imprese nel settore pelle

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EMPOLI. Un quadro in cui non si intravede ancora alcuna ripresa. Anzi, siamo ancora costretti a registrare chiusure o imprenditori che offrono ai dipendenti partecipazioni in aziende. Oppure ancora la possibilità di formare cooperative. O infine ancora peggio realtà che chiudono all’improvviso, dalla mattina alla sera. Una situazione molto preoccupante per la Filctem Cgil che punta i riflettori sui problemi di alcune aziende, alcuni già noti mentre altri che sono arrivati a sorpresa, nel settore calzaturiero e della chimica.

Silvia Mozzorecchi, responsabile di zona, comincia a tratteggiare il quadro con il calzaturificio di Fucecchio Baracchino che ha il marchio Sax. «Ci è arrivata la comunicazione che cesserà l’attività - spiega Mozzorecchi - e abbiamo già fatto l’accordo per la cassa integrazione straordinaria. Per noi è stata una doccia fredda perché sapevamo che l’impresa era in crisi da un anno. Ma pensavamo a una riduzione di personale. Ora noi facciamo un appello per cercare un compratore in modo da poter salvare quasi trenta posti di lavoro. Si tratta di figure che hanno grande professionalità».

Altra realtà sui cui la Cgil vuol porre l’attenzione del territorio è la Zerotwonine, sempre di Fucecchio. I lavoratori in cassa integrazione straordinaria sono 25 perché quattro hanno trovato una nuova occupazione. «Per l’azienda, che lavorava per Calvin Klein - si spiega - si era prospettato un interessamento da parte di una società per un acquisto. Ma al momento non si è saputo più niente e i lavoratori non sanno quale sarà la loro fine». L’azienda è fallita ad agosto e i lavoratori hanno potuto avere i soldi solo grazie all’anticipo della Regione. Altrimenti le famiglie si sarebbero già ritrovate in gravi difficoltà.

«Quello che più ci dispiace - va avanti ancora Silvia Mozzorecchi - è il silenzio assoluto del marchio per cui l’azienda, anche in questo caso con grandi professionalità all’interno, lavorava».

Altro caso che viene segnalato dalla Cgil è quello del calzaturificio Gima di Gambassi terme. In questo caso non c’è un marchio conosciuto nella vicenda perché questa realtà, con circa 20 addetti, lavorava per un’azienda sempre di Gambassi. Anche in questo caso c’è stato un fallimento a novembre scorso. «Qui non abbiamo manifestazioni d’interesse - spiegano Mozzorecchi e Giuseppe Dentato sempre della Filctem - addirittura i lavoratori andranno in mobilità senza la cassa integrazione straordinaria».

Per la Cgil queste sono come le punte dell’iceberg perché oltre a queste realtà ce ne sono altre centinaia più piccole che continuano a licenziare o a chiudere.

(l.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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