Lutto
Rischio stangata per 6mila famiglie che non pagano il canone Rai
Controlli di ispettori e guardia di finanza nelle case: multe fino a 500 euro a chi non è in regola Ma nei comuni dell’Empolese Valdelsa l’evasione è dimezzata rispetto a due anni fa
EMPOLI. Le rime, non baciate certo, da associare al canone Rai – come può emergere da una semplice ricerca online – sono molte. Tra le più gettonate, “imposizione”, “balzello”, “polemica” (come sul discusso passaggio completo all'Agenzia delle Entrate della gestione della riscossione, paventato dal direttore Befera nei giorni scorsi) e ultimamente anche “bufala” (quella circolata prevalentemente sui social network, che portava alla luce una sentenza della Corte europea che avrebbe dichiarato illegittimo il suo pagamento). Tuttavia, se ce n'è una che ultimamente va meno di moda soprattutto nell'Empolese Valdelsa, è “evasione”.
Sull'imposta, perché è di questo che si tratta, nel circondario si è assistito ad un dimezzamento di coloro che non la pagano. Si è passati, infatti, da circa 12mila famiglie che non avevano pagato il canone nel 2011 a poco più di 6mila nel 2013. Tuttavia, rimane un buon 12% di evasori che rischiano di ricevere la visita degli ispettori o direttamente della Guardia di finanza nella propria abitazione, con una sanzione che può arrivare a 500 euro. Per evitare tutto ciò, basta versare i 113,5 euro entro il 31 gennaio prossimo. Il canone, come dicevamo, è un imposta sulla detenzione di apparecchi radiotelevisivi da sempre considerata tra le più odiate dai cittadini. Ciò si poteva dire, a buon titolo, anche a proposito del nostro territorio fino a qualche anno fa. Quando, insomma, le percentuali di evasione gravitavano sulle medie regionali e soprattutto nazionali. I controllli molto più serrati, resi possibili dal'entrata in campo dal 2006 dell'Agenzia delle Entrate (che in ogni caso a tutt'oggi rimane un semplice esattore per conto della Rai stessa e non, come invece chiedono alcuni, il titolare della servizio), invece hanno prodotto risultati eccezionali negli ultimi anni.
Se prima, infatti, per pagare era il contribuente a dover compilare il bollettino, adesso quest'ultimo arriva direttamente a casa già compilato e pronto per il versamento. Ed è quindi molto più complicato rimanere invisibili agli occhi degli ispettori, dal momento che – al netto di coloro che hanno effettuato una disdetta perché non hanno tv in casa oppure perché sono esenti dal pagamento – chi non paga viene subito individuato e di conseguenza la sanzione arriva quasi certamente, puntuale e mirata. E allora se non si può fare a meno della televisione, tanto vale pagare il canone. Questo deve essere stato anche il ragionamento di molti cittadini negli undici comuni, che sono emersi dall'evasione e hanno deciso di versare l'imposta per un totale dell'87,5% di paganti.
Percentuale molto più alta rispetto a quella nazionale (calcolata in appena il 75%) e a quella regionale e provinciale (intorno all'84%). Tornando ai comuni del territorio, quello più virtuoso è Capraia e Limite, dove quasi il 96% dei possessori di tv hanno pagato il canone lo scorso anno: tanto per farsi un'idea, qui nel 2011 si era registrata un'evasione del 17%. Quindi Castelfiorentino, passato da una percentuale di famiglie che non avevano pagato del 19% ad una dell'8%, secondo gli ultimi dati disponibili. Negli altri si sta sotto quota 90. A Vinci di pochissimo, visto che ad aver pagato sono stati l'89,9% di coloro che avevano l'obbligo (due anni fa erano stati l'8% in meno). E così anche a Montelupo, dove ha pagato l'89,17% (erano stati il 79% nel 2011), e a Cerreto, dove a saldare è stato l'89,14% (anche qui ferma al 79% due anni fa). Intorno all'88% Empoli (+10%), Gambassi (+4%), mentre sopra l'87% Certaldo (+8%). A quota 85% c'è Fucecchio, due anni fa ferma addirittura al 75%. Più in basso Montespertoli, dove si è passati dal 79% all'82%. Fanalino di coda e unica eccezione alla crescita dei pagamenti è Montaione, dove l'evasione rimane intorno al 25%. Per pagare il canone 2014 c'è tempo fino alla fine di questo mese, con il bollettino ricevuto a casa recandosi in un ufficio postale. A disposizione anche le ricevitorie Sisal e Lottomatica (con un costo di 1,55 euro). Oppure si può fare il versamento con carte di credito, bonifico, bancomat o telefonicamente (con spese aggiuntive variabili).
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