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Empoli


 

Picchiata in casa a 83 anni dai rapinatori a Empoli

Picchiata in casa a 83 anni dai rapinatori a Empoli

Ma l’anziana riesce a sfuggire ai due malviventi, scende in strada a chiedere aiuto e manda in fumo il colpo 

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EMPOLI. Un bandito l’ha afferrata al collo, l’altro le ha puntato un cacciavite alla gola: «Dicci i numeri della combinazione o ti ammazziamo». Poi l’hanno scaraventata a terra e presa a calci. Di fronte alle resistenze dell’anziana sono andati nell’altra camera a caccia di oro e contanti. E lei ne ha approfittato: è salita sull’ascensore, è scesa in strada e ha iniziato a gridare e a suonare i campanelli dei vicini. I due malviventi – a quel punto – non hanno potuto fare altro che fuggire. Maria Luisa Ceccarelli, 83 anni, rivive con le lacrime agli occhi i momenti di terrore vissuti nella sua villa di via Fucini 24, dove abita da sola.

«Erano le 17. Mi stavo cambiando quando mi sono sentita afferrare alle spalle. Uno di loro mi messo il braccio intorno al collo. E stringeva forte. Non sono riuscito a vederlo, non so neanche se avevano il volto coperto o no». L’hanno trascinata con violenza in un’altra stanza, dove c’è la cassaforte, coperta da un quadro: «L’hanno preso e scaraventato via. Sapevano benissimo dove trovarla».

In un attimo Maria Luisa si è ritrovata un cacciavite puntato alla gola: «Continuavano a ripetere che se non dicevo i numeri mi avrebbero ammazzato. Ero sotto choc, ma di fronte a tutta quella violenza è scattato qualcosa in me che mi ha frenato, che mi ha fatto resistere». E i banditi non l’hanno presa bene. Uno di loro ha gettato l’anziana per terra. E poi, insieme, l’hanno picchiata: «Calci e pugni. Al ginocchio, sul viso, su tutto il corpo. Per fortuna sono caduta su un tappeto, che ha un po’ attutito l’impatto».

Poi due rapinatori l’hanno lasciata per terra dolorante e sono tornati nella camera della donna, in cerca di soldi e oggetti di valore. Ma Maria Luisa, approfittando del momento di “distrazione” dei due malviventi, si è precipitata verso l’ascensore ed è scesa per strada: «Ho iniziato a gridare, a chiedere aiuto, a suonare i campanelli dei vicini. Poi mi è venuto incontro mio figlio, che abita qui vicino». E i rapinatori – quando si sono resi conto che il loro piano era ormai andato in fumo – sono fuggiti. Sull’episodio indaga la polizia.

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