Il Tirreno

Empoli

Picchiata in casa a 83 anni dai rapinatori

di Francesco Turchi
Picchiata in casa a 83 anni dai rapinatori

Ma l’anziana riesce a sfuggire ai due malviventi, scende in strada a chiedere aiuto e manda in fumo il colpo

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EMPOLI. Un bandito l’ha afferrata al collo, l’altro le ha puntato un cacciavite alla gola: «Dicci i numeri della combinazione o ti ammazziamo». Poi l’hanno scaraventata a terra e presa a calci. Di fronte alle resistenze dell’anziana sono andati nell’altra camera a caccia di oro e contanti. E lei ne ha approfittato: è salita sull’ascensore, è scesa in strada e ha iniziato a gridare e a suonare i campanelli dei vicini. I due malviventi – a quel punto – non hanno potuto fare altro che fuggire. Maria Luisa Ceccarelli, 83 anni, rivive con le lacrime agli occhi i momenti di terrore vissuti nella sua villa di via Fucini 24, dove abita da sola.

«Erano le 17. Mi stavo cambiando quando mi sono sentita afferrare alle spalle. Uno di loro mi messo il braccio intorno al collo. E stringeva forte. Non sono riuscito a vederlo, non so neanche se avevano il volto coperto o no». L’hanno trascinata con violenza in un’altra stanza, dove c’è la cassaforte, coperta da un quadro: «L’hanno preso e scaraventato via. Sapevano benissimo dove trovarla».

In un attimo Maria Luisa si è ritrovata un cacciavite puntato alla gola: «Continuavano a ripetere che se non dicevo i numeri mi avrebbero ammazzato. Ero sotto choc, ma di fronte a tutta quella violenza è scattato qualcosa in me che mi ha frenato, che mi ha fatto resistere». E i banditi non l’hanno presa bene. Uno di loro ha gettato l’anziana per terra. E poi, insieme, l’hanno picchiata: «Calci e pugni. Al ginocchio, sul viso, su tutto il corpo. Per fortuna sono caduta su un tappeto, che ha un po’ attutito l’impatto».

Nonostante le minacce di morte, la donna non ha ceduto. E a quel punto i due rapinatori l’hanno lasciata per terra dolorante e sono tornati nella camera della donna, in cerca di soldi e oggetti di valore. Ma Maria Luisa ha avuto un guizzo straordinario considerando l’età e la situazione.

Approfittando del momento di “distrazione” dei due malviventi, si è precipitata verso l’ascensore ed è scesa per strada: «Ho iniziato a gridare, a chiedere aiuto, a suonare i campanelli dei vicini. Poi mi è venuto incontro mio figlio, che abita qui vicino». E i rapinatori – quando si sono resi conto che il loro piano era ormai andato in fumo – sono fuggiti: «È un miracolo che sia ancora viva, con tutte quelle botte avrebbero potuto ammazzarmi». E invece, fortunatamente, se l’è cavata con alcune escoriazioni.

L’anziana non è riuscita a vedere in faccia i due: «Per come si sono mossi, per la forza che avevano secondo me si trattava di giovani. E dalle poche parole che hanno pronunciato, direi che sono italiani». Indicazioni fornite dalla donna anche alla polizia del commissariato di piazza Gramsci, che hanno avviato le indagini per fare luce su un episodio inquietante, avvenuto di giorno e in pieno centro, in una villa che si affaccia su una strada a quell’ora molto transitata, come via Fucini.

Resta da capire anche da dove sono entrati i malviventi. Probabilmente hanno forzato una porta secondaria sul retro, alla quale si può accedere anche da un’altra proprietà saltando un muretto. E poi da lì sono saliti al piano superiore, dove hanno trovato Maria Luisa.

L’altro dato che emerge dal racconto dell’anziana è che i due conoscevano bene le sue abitudini: «Durante la settimana – racconta Ceccarelli – vive con me una colf – ma nel weekend sono sola. E poi mi hanno trascinata subito alla cassaforte, togliendo il quadro che la copriva». Non è chiaro – al momento – se i ladri sono riusciti a rubare qualcosa: «Non ho ancora controllato, ma in camera tenevo soltanto della bigiotteria: al massimo avranno portato via quella».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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