Italia
L’anno nero delle donazioni «Colpa di crisi e politica»
EMPOLI. «Nei 48 anni di presenza della sezione Avis di Empoli il 2013 è stato in assoluto il più deludente sotto molti aspetti. Pur non entrando volutamente nella discussione politica che non è di...
EMPOLI. «Nei 48 anni di presenza della sezione Avis di Empoli il 2013 è stato in assoluto il più deludente sotto molti aspetti. Pur non entrando volutamente nella discussione politica che non è di nostra competenza, dobbiamo sottolineare alcuni aspetti». Così il presidente Luciano Ramazzotti, il presidente onorario Sergio Antonini e il vicepresidente Paolo Lunghi: «In tutti questi anni non avevamo mai subito un calo delle donazioni come in questo, vi sono stati periodi in cui le donazioni hanno avuto dei cali, ma solo nella misura di poche unità e mai vistosamente come nel 2013. Uno domanda, forse scontata, è quella di cercare di capire quali siano state le cause, perché siamo arrivati ad un calo così importante in tutta la nostra Usl 11, dove abbiamo sbagliato? Dalle nostre valutazioni emerge che sono stati commessi diversi errori e non è neppure molto complicato individuarli. Partiamo pure dalla situazione generale della nostra economia nazionale che, non permettendo di vivere una vita tranquilla, incide direttamente sulla quotidianità di ciascuno di noi, modificando i comportamenti, per non parlare poi della situazione politica generale fino ad arrivare alla richiesta di un euro per ricevere gli esami a casa, c’è poi la legge Fornero, la riduzione degli esami a disposizione dei donatori, per concludere con la cattiva gestione delle sacche sfociata nella perdita di un gran numero di esse, finite in un inceneritore». A livello locale «la nostra sezione da due anni ha aperto anche un’altra sezione a Cerreto Guidi portando di fatto, una migrazione di molti donatori. Ciò detto, il nostro interesse e la nostra volontà vanno nella direzione di cercare sempre e comunque di essere positivi e migliorare, questo 2014 sarà sicuramente un anno migliore, noi ce la metteremo tutta perché c’è sempre bisogno di sangue».
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