Il Tirreno

Empoli

Stroncato maxi-traffico di droga il cuore operativo era a Empoli

di Matteo Leoni
Stroncato maxi-traffico di droga il cuore operativo era a Empoli

Pacchi di cocaina ed eroina arrivano in città dall’Olanda contrassegnati con le carte da gioco Da qui partivano per le destinazioni finali in mezza Italia: arrestato il magazziniere

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EMPOLI. Un’organizzazione criminale internazionale specializzata nel traffico e nella vendita di droga, con ramificazioni in Olanda, Germania, Albania e Italia. Base operativa: Empoli, Toscana. È quella sgominata dai finanzieri del Gico del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Firenze, che hanno arrestato 35 persone su mandato della procura fiorentina e sequestrato beni per 2 milioni di euro in Italia e all’estero.

In manette, su richiesta del pm della Dda di Firenze Giulio Monferini, sono finiti 33 albanesi, un serbo e una romena. Tra loro anche i vertici del gruppo, tre albanesi che si muovevano tra l’Olanda e il loro paese di origine. La droga, cocaina ed eroina, veniva importata dall’Olanda, grazie a corrieri che si muovevano in auto, e attraverso la Germania arrivava in Italia. La base operativa e gestionale era fissata tra Pisa ed Empoli.

Da qui i pacchi partivano verso le loro destinazioni finali: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Marche, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Ognuno era contrassegnano con una carta da gioco attaccata con del nastro adesivo, un segnale in codice per identificare l’acquirente e agevolare chi doveva occuparsi dello smistamento della droga arrivata a Empoli e Pisa.

Proprio a Empoli, nel corso delle indagini, è stato arrestato in flagranza il magazziniere del gruppo, un albanese di 28 anni, che viveva in una casa in affitto, senza destare sospetti. Quando è stato bloccato aveva con sé oltre cinque chili di eroina purissima. Un altro corriere è stato arrestato a Migliarino (Pisa). In tutto sono 14 quelli intercettati col carico di droga e arrestati dalle fiamme gialle nel corso delle indagini. Sequestrati anche trenta chilogrammi di cocaina ed eroina, che una volta divisi in dosi e rivenduti al dettaglio avrebbero potuto fruttare circa quindici milioni di euro.

Tra i beni sottoposti a sequestro preventivo ieri nel corso dell'operazione, denominata “Sillo” dal soprannome di uno degli arrestati, un'attività commerciale a Trento, un immobile in provincia di Trento ed uno in provincia di Modena. Sequestrati, per equivalente, beni mobili e immobili e conti correnti degli indagati, per un valore di circa 1,7 milioni di euro: «Per la prima volta in Toscana – spiega la Gdf – è stato applicato il sequestro per equivalente sui beni degli indagati, previsto dalla legge 146/2006 in materia di traffico internazionale di sostanze stupefacenti».

Le indagini sono state condotte attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, effettuate anche all'estero, analisi della documentazione bancaria e accertamenti patrimoniali sugli indagati, molti dei quali avevano in tenore di vita sproporzionato rispetto al reddito dichiarato.

Essenziale , la sinergia tra forze di polizia, realizzata «grazie al coordinamento tra la Procura di Firenze e le autorità giudiziarie olandesi e tedesche, promosso e condotto da Eurojust». L’organizzazione infatti ha dimostrato di essere ramificata sul territorio e molto flessibile, tanto da spostare i suoi affari di volta in volta in diverse regioni del Paese per evitare il rischio di finire nel mirino degli investigatori.

Molti dei suoi membri avevano un lavoro regolare e vivevano in modo tranquillo per non destare sospetti. Esemplare il caso di una coppia di corrieri, due fidanzati, arrivati dalla Germania in auto fino a Pisa solo per verificare che la chiave di uno dei magazzini, dove nei giorni successivi avrebbero dovuto nascondere della droga, fosse nel posto dove era stato loro indicato, sotto una pietra vicino a un casale in provincia di Pisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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