Lutto
Trasloco del municipio da via Del Papa
Approvato un documento con un piano per trovare una nuova sede e risparmiare i soldi dell’affitto
EMPOLI. Il consiglio comunale ha preso l’impegno con scadenza fine legislatura: bisogna tracciare la strada per lasciare l’immobile di via Giuseppe del Papa perché ogni anno l’amministrazione spende oltre 300mila euro e ha, d’altro canto, immobili di sua proprietà. Di conseguenza le risorse per il canone possono essere risparmiate. Il documento con l’impegno è stato approvato all’unanimità da tutti gli schieramenti del consiglio. A portarlo il gruppo Comunisti italiani. Rifondazione comunista. «Un affitto non solo irragionevole in assoluto, ma che potremmo addirittura definire imbarazzante a causa della situazione finanziaria in cui sono costretti gli enti locali dallo scellerato patto di stabilità - spiega il capogruppo Gabriele Bini - e, appunto, della proprietà pubblica di numerosi immobili attigui attualmente inutilizzati (due esempi su tutti: l’ex ospedale di via Paladini e l’ex sede del SerT di piazza XXIV luglio)».
«Siamo soddisfatti poiché dopo averne fatto un gran parlare e dopo averletto dichiarazioni roboanti dei vari candidati alla carica di sindaco (fatte salve le successive lunghe e dietrologiche discussioni in aula consiliare sulla primogenitura dell’idea ) siamo riusciti a formulare un voto importante, perché per la prima volta l’amministrazione è stata impegnata a presentare una via d’uscita dalla presente situazione. Un’impegnativa votata all’unanimità dal consiglio comunale».
«Il nostro emendamento è stato teso a non tracciare un’unica possibile soluzione al problema - va avanti Bini - ( ma a presentare uno spettro aperto di ipotesi tra cui, per esempio, lo spostamento degli uffici in altro immobile oppure la permuta della proprietà del palazzo di via del Papa con altro di proprietà pubblica attualmente inutilizzato (uno scambio e non una vendita quindi)».
«Questo perché l’obiettivo dev’essere quello di superare l’attuale situazione e non già di fornire soluzioni preconcette a cui poter far aggrappare il Partito democratico dietro un generico “abbiamo altre idee” - conclude il capogruppo Bini - Un “abbiamo altre idee” buono sempre per la campagna elettorale e mai per gli impegni concreti in consiglio! L’opposizione si fa sui contenuti e non sulla provocazione fine a se stessa».
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