Gioco
Operaio picchiato e accoltellato, trovato dalla moglie nell’azienda
Il 35enne colpito più volte con un’arma da taglio alla testa in una confezione di Fucecchio. Non è chiaro se si è trattato di una rapina o di un regolamento di conti
FUCECCHIO. L’hanno picchiato e colpito più volte alla testa con un’arma da taglio. E poi l’hanno abbandonato all’interno dell’azienda dove lavora come operaio. A dare l’allarme è stata la moglie, che l’ha trovato in piena notte in una pozza di sangue. La misteriosa aggressione è avvenuta all’interno di un immobile del complesso ex Saffa a Fucecchio.
L’uomo, un cinese di 35 anni, è stato trovato poco prima delle 2. Probabilmente non vedendolo rientrare, la donna – preoccupata – si è recata direttamente sul luogo di lavoro. Che era completamente deserto. O quasi: disteso per terra c’era infatti suo marito, ferito e sotto choc, con vari tagli alla nuca ed escoriazioni su tutto il corpo.
La donna – che non parla italiano – ha iniziato a gridare disperatamente e un fucecchiese che abita in zona ha chiesto l’intervento del 118. Sul posto sono intervenuti l’ambulanza e una pattuglia dei carabinieri, che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini.
Nel frattempo il trentacinquenne è stato trasportato all’ospedale San Giuseppe di Empoli, dove si trova tuttora ricoverato. Le sue condizioni comunque non sono gravi e potrebbe essere dimesso già nei prossimi giorni.
Gli inquirenti intanto stanno lavorando per fare luce sull’episodio e in questo senso sarà importante il racconto dell’uomo, che sarà sentito non appena le sue condizioni fisiche lo permetteranno.
E c’è da capire anche se l’aggressione è avvenuta sul posto oppure se l’operaio è stato accoltellato altrove e poi trascinato e abbandonato in un secondo tempo sul luogo di lavoro.
Al momento nessuna pista viene esclusa dagli inquirenti: dalla rapina al regolamento di conti. Un episodio inquietante avvenuto all’interno di un complesso situato proprio nel cuore della città, che una volta ospitava una maxi-fabbrica di fiammiferi (nel 1935 contava 600 dipendenti) e che da troppo tempo (ha chiuso i battenti nel 1979 dopo 73 anni di attività) aspetta il rilancio. Il progetto che prevede la realizzazione di 228 case, negozi e tanto verde su un’area di 56mila metri quadrati, aveva ottenuto il via libera del Comune già nel 2011, ma la convenzione con il privato non è ancora stata firmata. Tanto che il sindaco Toni nei mesi scorsi aveva anche lanciato una sorta di ultimatum che, almeno per ora, è caduto nel vuoto. Il “villaggio-bio”, per ora resta nel libro dei sogni e l’ex Saffa continua ad essere un “nido” di aziende, molte delle quali appartengono a imprenditori cinesi.
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