Il Tirreno

Empoli

Varchi elettronici e photo-red per stanare le “mine vaganti”

La polizia dell’Unione vuole utilizzare gli strumenti installati sulle strade dell’Empolese Valdelsa anche per verificare la copertura assicurativa dei veicoli. Al via la fase sperimentale

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EMPOLI. A Castelfiorentino – secondo gli ultimi dati – si viaggia alla media di una confisca a settimana. A Empoli e Fucecchio ogni cinque giorni un automobilista viene pizzicato senza assicurazione. E nel resto del circondario le cose non vanno meglio. Talvolta il contrassegno risulta addirittura risultato falso (in questo caso scatta pure la denuncia): c’è chi si rivolge a un “professionista” che utilizza stampanti laser e chi addirittura corregge la data di scadenza direttamente con la penna. E allora la polizia dell’Unione dei Comuni corre ai ripari. Perché – complice la crisi economica – ogni giorno circolano sulle strade dell’Empolese Valdelsa centinaia di “mine vaganti” (si calcola che siano circa 4 milioni a livello nazionale) e i controlli “tradizionali” con posti di blocco e verifiche alle auto in sosta, non bastano più. Così presto potrebbero essere utilizzati nuovi strumenti per punire chi viaggia senza Rc auto e allo stesso tempo tutelare gli altri cittadini. Tutto questo sfruttando i rilevatori già esistenti (photo-red e varchi elettronici di ingresso alle Ztl) per approfondire le indagini sui veicoli che commettono un infrazione, attraverso l’incrocio delle banche dati.

Tanto per fare un esempio. Un’auto passa con il rosso al semaforo sulla 429 a Fontanella o Sant’Andrea. Il photo-red “cattura” la targa e gli agenti compilano il verbale da inviare a casa al trasgressore. Nel frattempo però verificano anche con l’Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) se quel veicolo è coperto da Rc auto. Se da questo punto di vista l’automobilista è in regola, pagherà soltanto la multa per aver ignorato il rosso. Altrimenti al verbale troverà allegato un “invito” a presentare la documentazione relativa alla copertura assicurativa. E se non lo farà scatterà la seconda multa (se non viene pagata in modo tale da “riscattare” il sequestro entro sessanta giorni, scatta la confisca).

Un iter un po’ complesso ed è proprio per questo che i vertici della polizia dell’Unione dei Comuni dovranno valutare attentamente se “il gioco vale la candela”. Il problema è che se un veicolo non risulta nella banca dati dell’Ania non necessariamente è privo di copertura assicurativa, in quanto non tutte le compagnie aderiscono all’associazione. E quindi serve un’ulteriore verifica col diretto interessato.

Tuttavia – al di là dell’iter che è in via di definizione – la direzione in cui si sta muovendo il corpo guidato dal comandante Massimo Migliorini è questa. Scartata invece l’ipotesi di ricorrere a “Falco 193”, l’autovelox che stana le auto senza tagliando assicurativo. In pratica nell’Empolese Valdelsa si cercherà di mettere a punto un sistema simile ma con strumenti già esistenti, in modo da non andare a incidere nelle casse delle amministrazioni locali. In un primo momento sarà avviata una fase sperimentale, proprio per capire se alla fine – numeri alla mano – conviene impiegare gli agenti per questo tipo di operazione (che comunque potrà essere supportata anche da un software), oppure se è più efficace puntare a intensificare i controlli diretti sul territorio. Poi, una volta analizzati i risultati scatterà, eventualmente la “fase 2”. Tutto questo nell’arco di poche settimane. Anche perché c’è bisogno di dare garanzie a coloro che sono in regola e che se si ritrovano a fare un incidente con una di queste “mine vaganti” nella migliore delle ipotesi devono rivolgersi al Fondo di garanzia (e l’iter per ottenere il risarcimento non è agevole); ma c’è anche da mettere in conto che chi viaggia senza Rc auto può anche essere spinto - in caso di sinistro - a non fermarsi per non finire nei guai. Da “mina vagante” a pirata il passo è breve.

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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