Sicurezza
Casalinghe ma non assicurate flop della polizza sugli infortuni
Nell’Empolese Valdelsa sono solo duemila quelle che sono state stipulate e il numero è in calo Colpa della difficoltà nel farsi riconoscere il risarcimento, troppo stretti i vincoli per avere la rendita
EMPOLI. Tra poche settimane scade il termine per il pagamento dell’assicurazione sugli infortuni domestici. Entro il 31 gennaio prossimo, infatti, chi “impiega le proprie energie in maniera abituale, esclusiva e gratuita nell’ambito domestico” dovrà versare 12,91 euro all’Inail per mettersi in regola. L’assicurazione è obbligatoria e chiunque abbia i requisiti deve pagare la quota, pena sanzioni graduate in relazione al periodo di inadempimento. Tuttavia, la legge introdotta nel 2001, sembra registrare sempre meno apprezzamento tra coloro che avrebbero dovuto beneficiarne e le iscrizioni sono in calo. Nell’Empolese Valdelsa sono 2.000 .
Per semplificare si potrebbe riassumere il tutto parlando di una polizza assicurativa per gli infortuni delle casalinghe. Ma non si tratta più dell’angelo del focolare stigmatizzato da Virginia Woolf e combattuto dal movimento femminista più tardi, quanto piuttosto di una figura più border line che spesso sconfina in ambiti diversi.
Tanto per cominciare la legge parla di “uomini o donne” tra i 18 e i 65 anni appartenenti ad un nucleo familiare che operino nell’ambito della casa e che non abbiano altro tipo di contratto di lavoro (cioè non svolgano attività per le quali sussiste obbligo di iscrizione ad un altro ente o cassa previdenziale). E poi non ci si limita allo steccato classico delle casalinghe, ma si va oltre: pensionati, studenti in cerca di prima occupazione, cassintegrati, lavoratori in mobilità, stagionali, temporanei o a tempo determinato. Insomma, la platea sarebbe di tutto rispetto e l’irrisoria quota da pagare porterebbe a pensare a iscrizioni di massa alla polizza. E invece il risultato è decisamente diverso. In base ai dati forniti dalla sede Inail di Empoli, diretta dal dottor Giovanni Lauria, nell’Empolese Valdelsa coloro che hanno sottoscritto l’assicurazione lo scorso anno sono stati circa 2.000 con un calo di circa trecento unità rispetto all’anno precedente. Eppure solo le casalinghe nel circondario secondo alcune stime sarebbero migliaia, senza contare le fasce deboli che la crisi ha costretto “nell’ambito domestico” volenti o nolenti: le centinaia e centinaia di giovani cosiddetti neet (cioè non studenti, né occupati, né in cerca di lavoro) e gli altrettanti coperti da ammortizzatori o semplicemente precari.
Il calo, secondo le associazioni di categoria, sarebbe da attribuirsi alla difficoltà di farsi riconoscere gli infortuni e quindi di ottenere un risarcimento. I vincoli per riuscire ad avere la rendita sono piuttosto stretti, seppure l’ambito di riferimento sia ampio. Oggetto dell’assicurazione, infatti, sono gli infortuni avvenuti in occasione o a causa del lavoro prestato in ambito domestico, sia esso l’abitazione vera e propria, le pertinenze, le parti comuni condominiali o addirittura “la casa in affitto dove si trascorrono le vacanze”.
Inoltre, rientrano nella tutela gli infortuni avvenuti per attività connesse ad interventi di piccola manutenzione (ad esempio la riparazione di un tubo) e addirittura quelle avvenuti per la presenza in casa di animali domestici. Ma per essere risarciti bisogna aver riportato un’invalidità permanente almeno del 27%. Un vincolo questo che negli ultimi due anni ha reso lettera morta circa il 95% delle richieste di risarcimento avanzate all’Inail. E che, di conseguenza, ha tolto spinta e effettività ad un provvedimento che costerebbe appena un euro al mese. Peraltro, c’è da considerare che sono previsti tetti di esenzione al di sotto dei quali è lo Stato a farsi carico della quota assicurativa. Nel caso in cui, infatti, il reddito personale complessivo sia inferiore ai 4.648 euro annui lordi oppure quello del nucleo familiare di cui si fa parte non superi i 9.296 euro si è esentati dal versamento del premio. Per effettuare il pagamento si può utilizzare lo specifico bollettino da ritirarsi presso gli uffici postali, le sedi Inail o le associazioni di categoria, online sul portate inail.it con carta di credito o prepagata.
Marco Pagli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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