Gioco
Trenta empolesi doc di fronte all’obiettivo di Nilo Capretti
L’artista : «Volevo donare quello che manca: coesione ed unità» Presto il ritorno della mostra dopo i mille visitatori già raggiunti
EMPOLI. Mille persone per la mostra fotografica “Alter ego” di Nilo Capretti. E presto un ritorno in modo da far assaporare ad altri il piacere che questi scatti suscitano agli occhi. «Sono molto soddisfatto - dice l’autore - soprattutto perché la gente ne ha parlato molto, addirittura ancor prima di veder la mostra». I trenta soggetti raffigurati negli scatti, sono personaggi ben noti nel panorama empolese, sia per le loro attività culturali che professionali, e sono stati tutti scelti secondo criteri ben precisi: da Foresto Mostardini a Roberto Cintelli, i volti rappresentati sono tutti empolesi doc. «Conosco tutte le persone che ho fotografato - commenta Capretti - ed ho dunque cercato di individuarne un aspetto o una storia che rendesse loro particolari e conosciuti dalle persone». Nilo, fotografo e appassionato già dalla tenera età, ha voluto donare agli empolesi, ciò che per molti oramai mancava: coesione ed identità «molte volte sento le persone dire che Empoli, la nostra città, sta perdendo l’identità. In realtà questa c’è ed è forte, tant’è che appena sono usciti i manifesti della mostra, le persone si sono riunite davanti a questi discutendo dei soggetti raffigurati, poiché conosciuti. Questa è l’identità e la coesione di Empoli anche se, purtroppo, il contatto e dialogo tra persone sta diminuendo».
La simbologia che Capretti ha voluto nascondere nelle sue foto, è particolare e singolare per ciascuna di esse: ad esempio la foto fatta a Franco Arcuri, titolare del Dindondero, mentre nutre con delle patatine una bocca di squalo «rappresenta la fame insaziabile degli adolescenti che sono appunto rappresentati dalla bocca di squalo e Franchino nutre loro con le sue patatine». Tra i volti più conosciuti spiccano anche lo stilista Piero Borghini mentre abbraccia un manichino dove sono state infilzate diverse paia di forbici, ma anche Paolo Pulignani, storico pizzaiolo del bar Vittoria, raffigurato mentre scruta l’orizzonte tenendo alle spalle il famoso bar.
«La mia più grande soddisfazione per la mostra , che è stata voluta dall’amministrazione comunale e sovvenzionata dalla Banca di Cambiano, è stata l’approvazione da parte della gente e il parlare dei soggetti esposti - conferma Capretti - chiaramente nessun soggetto viene scelto per caso e i cittadini avranno sicuramente capito perché ho preferito taluni piuttosto che altri». Il fotografo empolese, che ha nel corso degli anni ha esposto le sue opere anche in città come Tokyo, Kyoto e Città del Messico, non esclude un ritorno della mostra durante il periodo del Luglio Empolese magari con l’aggiunta di nuovi personaggi.
Chiara Capezzuoli
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