Il dolore
Cavo tranciato da 6 giorni distributore in ginocchio
Disperato il gestore dell’impianto di Botteghe: «Senza pagamenti con le carte perdiamo 3.500 euro al giorno. E Telecom non sa dirci i tempi di riparazione»
FUCECCHIO. «Siamo disperati. Stiamo perdendo la media di 3.500 euro al giorno di vendita di carburanti perché non possiamo accettare le carte elettroniche. Tutta colpa di un cavo tranciato, che Telecom non ripara. Abbiamo fatto svariate telefonate, ma nessuno interviene». Roberto Picchi gestisce insieme a un socio il distributore Shell in via Pistoiese alle Botteghe. Giovedì scorso è stato tagliato il cavo della linea telefonica. E da allora alcuni utenti (comprese altre attività commerciali) della zona sono costretti a fare i conti con i disagi. Che diventano enormi per un distributore di carburanti, perché il problema non riguarda soltanto l’uso del telefono: «Ormai – spiega Picchi – quasi tutti viaggiano con le carte. Ogni volta che si ferma un mezzo spieghiamo che possiamo accettare solo i contanti. Nella maggior parte dei casi il cliente riparte senza mettere benzina e va a rifornirsi da un’altra parte. Per non parlare dei camionisti: in questo caso le cifre sono elevate e tutti utilizzano carta di credito o bancomat per pagare».
Il cavo è stato danneggiato probabilmente da un mezzo pesante: «Penso di sì, ma nessuno l’ha visto. Abbiamo chiesto l’intervento dei vigili del fuoco perché il cavo era penzolante sulla strada ed era pericoloso». E da quel momento è iniziato il calvario con Telecom: «Ho fatto varie telefonate, spiegando la situazione. Mi hanno detto che hanno affidato l’intervento a una ditta esterna e che non sanno con precisione quando potrà essere riparato il guasto».
Nel frattempo però le vendite sono calate a picco. Ed effettivamente mentre Roberto mostra il cavo danneggiato – nel giro di pochi minuti – almeno tre clienti si fermano per mettere benzina, ma quando vengono avvertiti del black-out se ne vanno senza fare rifornimento.
«Il conto – sottolinea Picchi – è presto fatto. In media perdiamo 3.500 euro di vendite al giorno, siamo in difficoltà sia nei confronti delle banche sia della compagnia petrolifera. Chi ce li restituirà questi soldi? Non si può lasciare un’attività come la nostra in queste condizioni, il guasto doveva essere già riparato. E invece continuano a passare i giorni e i tecnici non si vedono».
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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