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Chiude il pub dei tifosi azzurri

Chiude il pub dei tifosi azzurri

L’addio della storica titolare del Quickly : «Colpa di crisi, tasse e nuove leggi»

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EMPOLI. Il saluto più caloroso lo ha ricevuto il giorno prima della chiusura, quando tanti tifosi dell'Empoli si sono radunati lì per l'ultima volta. Per 25 anni il pub Quickly di via Campania in zona stadio è stato il vero, e unico, ritrovo dei tifosi azzurri a Empoli. E anche di molti calciatori. Il pub per eccellenza dove andare subito prima o dopo la partita con la storica titolare Lucia Betti. Proprio lei che pochi giorni fa ha deciso di chiudere l'attività dopo più di vent'anni, una notizia che si è diffusa subito soprattutto tra i supporter dell'Empoli che non le hanno fatto mancare tutto il loro affetto. «Ho ricevuto molte telefonate di stima - racconta Lucia - e molti tifosi azzurri sono venuti da me il giorno prima della chiusura per salutarmi. E' stato un bel momento e tutti questi attestati di affetto mi hanno fatto davvero molto piacere». Il Quickly aveva aperto nel 1988 in via Campania dove poi è sempre rimasto, a poche centinaia di metri dalla stadio Carlo Castellani. Da subito divenne la meta preferita dei tifosi, anche ospiti, proprio per la vicinanza all'impianto sportivo. Non solo però, visto che il pub in tutti questi anni è stato un ritrovo fisso anche per molti giovani empolesi non necessariamente legati al calcio, che hanno passato lì serate interminabili davanti ad un buon piatto. Poi anche in questo caso la crisi, come altrove, si è fatta sentire e la titolare ha deciso per la chiusura. «Purtroppo ultimamente ho dovuto fare i conti con delle difficoltà economiche - spiega Lucia Betti - considerando che le spese erano più delle entrate ho preso la decisione di chiudere a malincuore l'attività. Ma non c'entra solo la minore affluenza di persone, quanto anche le spese sempre più alte da sostenere a partire dai costi della raccolta dei rifiuti. Ho ritenuto la chiusura la scelta migliore da fare». Lucia Betti lancia anche un'accusa alle nuove norme che vincolano l'accesso dei tifosi agli stadi italiani. «Come attività mi hanno penalizzato e non poco negli ultimi anni. Ho spesso in passato avuto a che fare con grandi afflussi di tifosi, anche ospiti, il giorno della partita. Avevo anche il locale pieno, ancor di più negli anni in cui l'Empoli è stato impegnato in serie A. Ora i tifosi vengono scortati e c’è meno dispersione sia prima sia dopo la gara, sono controllati e tutto questo nuovo sistema ha finito ovviamente per ripercuotersi sulla mia attività».

Filippo Cioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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