Il Tirreno

Empoli

Quell’impianto non s’ha da fare Colorobbia verso il dietrofront

di Francesco Turchi
Quell’impianto non s’ha da fare Colorobbia verso il dietrofront

Secondo fonti vicine alla famiglia Bitossi prende corpo lo stop al progetto contestato dai cittadini Il presidente non conferma né smentisce: «Entro tre giorni faremo una comunicazione ufficiale»

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MONTELUPO. La Colorobbia potrebbe fare dietrofront e ritirare il progetto che prevede la realizzazione di un impianto per la produzione di energia elettrica dagli scarti animali e vegetali. Al termine dell’infuocata assemblea in municipio di giovedì sera, la manager Olivia Bitossi aveva ventilato l’ipotesi: «Se questo è il clima, potremmo anche abbandonare il progetto». E a distanza di poche ore, secondo fonti vicine alla famiglia, l’ipotesi si sarebbe trasformata in qualcosa di più concreto. Voci che lo stesso presidente di Colorobbia Italia, Marco Bitossi, non mette a tacere: «In questo momento – spiega – non confermo e non smentisco nulla. Nel giro di due-tre giorni al massimo convocheremo la stampa, spiegheremo la nostra decisione e le motivazioni».

L’ipotesi è rimbalzata anche sui social network, con i gestori della pagina del comitato “No inceneritore a Fibbiana” che hanno messo tutti in guardia: «Voci non confermate, ma attendibili, riferiscono che la famiglia Bitossi abbia manifestato nelle sedi competenti la propria volontà di ritirare il progetto. Se così fosse (condizionale obbligatorio) la battaglia sarebbe vinta. Occorre verificare cosa si intende esattamente per "ritirare". Per non correre il rischio che il progetto resti in attesa di tempi migliori o che spuntino nuovi progetti occorre comunque agire per l'obiettivo principale: la modifica del regolamento urbanistico. Solo così la guerra (metaforica) sarebbe vinta ed il futuro delle nostre famiglie più tranquillo».

Almeno ufficialmente, i giochi sono ancora aperti. Tuttavia ci sono una serie di aspetti che giocano a favore del dietrofront. Per il progetto relativo alla costruzione del nuovo impianto di via delle Pratelle è in corso la verifica di assoggettabilità alla Via (valutazione impatto ambientale) che consiste in pratica nel verificare se possa essere esclusa la presenza di effetti negativi significativi sull’ambiente tali da richiedere l’elaborazione di uno studio sull’impatto ambientale e lo svolgimento di una procedura di valutazione (che allungherebbe i tempi di realizzazione). Su questa possibile verifica dovrà esprimersi l’Unione, tenendo presenti anche le osservazioni dei cittadini (entro il 15 febbraio). Intanto il progetto è stato bocciato senza mezzi termini dalla cittadinanza. Nella riunione congiunta delle commissioni Ambiente e Lavoro è scoppiata la bagarre, con trecento persone che hanno invaso il municipio per manifestare tutta la loro preoccupazione legate a emissioni e maleodoranze di quello che definiscono un “inceneritore”, anche se questo termine – sostengono i progettisti – non è corretto. Nel frattempo è nato un comitato con oltre 1.300 adesioni. E anche il Comune di Montelupo ritiene «che per l’intervento richiesto non possano essere esclusi effetti negativi significativi sull’ambiente», con imprese commerciali, di servizio, studi professionali «che potrebbero essere fortemente penalizzate». Ma non solo: «Nel raggio di 2 km dal luogo in cui è stata richiesta la realizzazione dell’impianto – scrive l’architetto Riccardo Manetti, responsabile del servizio Assetto del Territorio – insistono le frazioni di Fibbiana, Torre, Ambrogiana, Erta, Montelupo nuova, con una popolazione che supera i 5000 abitanti. In prossimità dell’impianto si trovano anche le zone di maggiore pregio da un punto di vista paesaggistico e naturalistico: Bobolino, Petrognano e Sammontana, oltre al parco urbano dell’Ambrogiana. Più o meno nello stesso raggio di azione rientrano gli insediamenti che saranno a breve realizzati a Montelupo». Per questo il Comune chiede «che l’Unione dei comuni indica una conferenza dei servizi per valutare tutti i pareri rilasciati ad Arpat, Asl e altre strutture tecniche di supporto» e che «sia coinvolto anche il comune di Empoli in quanto potenzialmente interessato dall’impatto dovuto all’attuazione del progetto». E intanto stasera alla casa del popolo di Cortenuova (ore 21.30) c’è un’altra assemblea dedicata all’impianto, stavolta organizzata da Sel (che ha proposto anche un consiglio aperto tra i Comuni di Empoli e Montelupo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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