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Impianto Colorobbia anche il Comune dubita

Impianto Colorobbia anche il Comune dubita

L’amministrazione di Montelupo chiede il coinvolgimento di Empoli Domani un’assemblea a Cortenuova. E Sel propone un consiglio aperto

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MONTELUPO. «Il Comune ritiene che per l’intervento richiesto non possano essere esclusi effetti negativi significativi sull’ambiente». Così si esprime, nel suo parere tecnico, l’amministrazione di Montelupo sul progetto Colorobbia che vuol realizzare un impianto di trattamento di sottoprodotti di origine animale con recupero energetico. Un progetto che ha scatenato già le proteste di centinaia e centinaia di residenti nella zona. Tanto che, durante l’incontro della commissione consiliare sull’argomento, la Colorobbia ha anche accennato a un eventuale abbandono dell’idea.

Per l’amministrazione è prioritario richiedere un’attenta diagnosi degli effetti. «L’attendibilità di tali indagini deve essere garantita da soggetti pubblici quali, appunto, Arpat e Asl - spiega - al fine di accertare se sussistono o meno gli elementi di verifica sulla possibile esclusione da una valutazione di impatto ambientale (Via). Alla luce di tutte queste valutazioni il Comune di Montelupo Fiorentino richiede che l’autorità competente (Unione dei comuni) indica una conferenza dei servizi per valutare tutti i pareri rilasciati e che sia coinvolto anche il Comune di Empoli in quanto potenzialmente interessato dall’impatto dovuto all’attuazione del progetto».

Intanto il “movimento contro” non rimane fermo. E per domani è stata organizzata da Sel un’ assemblea alla casa del popolo di Cortenuova, alle 21,30 . «La previsione di opere che potenzialmente impattano sulla salute e sul benessere dei cittadini richiedono di saper garantire a tutti il massimo di informazione, sicurezza e possibilità di far valere l'interesse collettivo - spiega Sel - al di la dei tecnicismi sulle competenze. Ed anche respingendo fermamente al mittente ricatti neanche tanto velati dell'azienda, che ventila delocalizzazioni altrove qualora non potesse realizzare l'impianto. Ci sembra un modo inaccettabile di porre le cose, anche considerando il debito di gratitudine che questa azienda dovrebbe sentire nei confronti della terra che l'ha vista crescere e tante volte l'ha sostenuta, a volte anche adattando un po' gli strumenti a disposizione del Comune».

«Ci sembrerebbe quindi utile prevedere al più presto un consiglio comunale aperto - continuano - magari congiunto tra i Comuni di Montelupo e Empoli».

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