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Empoli

Oltre 300 gli affitti in nero ora però stop ai contanti

Oltre 300 gli affitti in nero ora però stop ai contanti

Da questo mese i pagamenti dovranno essere tracciabili con bancomat o bonifici Rimangono esclusi solo le case popolari e le attività commerciali e produttive

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EMPOLI. L’evasione fiscale legata agli affitti è una delle tante facce che il problema casa porta con sé. Anche nel circondario e soprattutto in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo la locazione a nero non è una semplice eccezione alla regola, ma un’abitudine difficile da estirpare. Una risposta al problema, una delle tante fornite in questi anni e non tutte rivelatesi vincenti, ha cercato di darla anche il governo Letta. Dal primo gennaio scorso, infatti, non sarà più possibile pagare il canone in contanti, ma solo attraverso sistemi tracciabili come bancomat, bonifici bancari e carte di credito. Uniche eccezioni le case popolari e le attività commerciali e produttive per le quali è stata posta la soglia di mille euro.

Le sanzioni possono arrivare al 40% dell’importo trasferito, 200 euro per un affitto da 500 euro. La questione, come accennato, ha una rilevanza certo non trascurabile nell’Empolese Valdelsa. Secondo gli addetti ai lavori sarebbero alcune centinaia, oltre 300 almeno i contratti di affitto a nero.

Questa, dunque, è la trincea contro la quale si abbatte il fuoco di fila del governo. E non solo per i residenti, ma anche per i turisti che affittano appartamenti vacanze per periodi limitati. Qualsiasi importo e ciascuna mensilità, comprese quelle arretrate. Le sole fattispecie che rimangono fuori dal provvedimento sono le abitazioni da edilizia residenziale pubblica. Mentre per negozi, uffici e capannoni si potrà pagare in contanti solo fino alla soglia di 1.000 euro, casistica questa che in ogni caso tiene fuori dalla norma solo una piccolissima parte di questo universo dal momento che gli affitti di questo tipo sono molto spesso più alti. Le modalità di pagamento per l’affitto d’ora in poi saranno i bonifici bancari, gli assegni di ogni tipo, bancomat, carte di debito e carte di debito. Insomma, tutte le forme che rendano tracciabile, trasparente e individuabile, il percorso del denaro dalle tasche degli inquilini a quelle dei proprietari.

E la stessa rappresentanza dei primi, il sindacato degli inquilini e degli affittuari, esprime soddisfazione nei confronti della manovra, inserita nella Legge di stabilità e passata nonostante le voci che la volevano cassata appena prima dell’approvazione. «Dal nostro punto di vista il provvedimento è positivo - spiega Franco Belli, responsabile del Sunia nell’Empolese Valdelsa – la tracciabilità rimane uno strumento fondamentale per l’emersione del nero a tutti i livelli. Quello che magari potrà creare qualche disagio è la necessità di aprire un conto corrente dal quale far transitare le somme di denaro». Soddisfazione a parte, però, non mancano i dubbi sull’efficacia effettiva che lo stop ai contanti potrà avere nel far venire a galla la fetta di evasione che rimane corposa anche in questo campo. «Negli ultimi anni ne sono state provate tante – continua Belli – e non tutte hanno funzionato: solo per fare un esempio, l’ultima in ordine di tempo che permetteva agli inquilini di denunciare il contratto a nero e di avere un sostanzioso sconto sul canone, non ha avuto un grosso riscontro e anzi chi l’ha fatto spesso si è trovato sfrattato nel giro di qualche settimana». Non solo, in questi giorni si stanno levando polemiche anche abbastanza accese sulla misura, tra chi accusa che la norma non avrà effetti sugli evasori che continueranno a non dichiarare i canoni senza problemi e chi invece parla dell’ennesimo aiutino al sistema bancario. Tra chi avanza qualche perplessità in questo senso c’è anche il vicesindaco di Empoli, Carlo Pasquinucci, che ha la delega alla casa. «L’obiettivo della norma è il contrasto all’evasione – spiega – e questo va bene, specie su un aspetto importante anche a Empoli come quello degli affitti a nero. Tuttavia, sarebbe meglio farlo senza accrescere il già forte peso fiscale con oboli che per di più vanno a favorire banche e finanziarie. La modalità del bonifico mi pare la soluzione migliore, specie rispetto ad altri sistemi come bancomat e carte di credito, perché meno costosa e ugualmente trasparente».

Marco Pagli

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