Attenzione
Case popolari grazie a quelle invendute
Ecco le idee di Sel per alleviare l’emergenza sfratti: «Bisogna puntare anche sulla ristrutturazione»
EMPOLI. Sel dell’Empolese Valdelsa interviene sul problema degli sfratti e degli alloggi popolari. «Condividiamo particolarmente l'idea di puntare al recupero di fabbricati esistenti - spiega il circolo di Empoli - tale politica potrebbe essere adottata, non soltanto come interventi di ristrutturazione, ma anche come acquisizione di nuovi appartamenti invenduti presenti in gran numero sul mercato immobiliare». Si tratta di abitazioni già disponibili da utilizzare «per parare l'emergenza in atto senza aspettare anni, dislocati sul nostro territorio - spiega - questo potrebbe consentire anche un sensibile risparmio, visto il calo costante dei prezzi al metro quadro degli ultimi anni, rispetto ad operazioni di nuova progettazione, urbanizzazione e cementificazione di nuovo territorio, ma anche alleviare situazioni di invenduto che potrebbero arrecare difficoltà anche mortali a ditte strutturate e tradizionali presenti sul nostro territorio». Questo riorientamento strategico «potrebbe rafforzare la linea di recupero e ristrutturazione, adeguando vecchie case per il risparmio energetico, la messa in sicurezza antisismica, l'eliminazione di materiali pericolosi come l'amianto, la suddivisone di appartamenti già di proprietà pubblica particolarmente grandi, frutto di concezioni anni 60/70, con conseguente adeguamento ai nuovi nuclei familiari più piccoli», spiegano. E vanno avanti: « Sappiamo anche che, rispetto al costruito ex novo, il riuso necessita in modo particolare di ditte meno improvvisate con professionalità più elevate, acquisite nel tempo, un saper fare che una volta perso sarebbe difficilmente recuperabile. Si potrebbe in questo modo, in un settore come l'edilizia, anche mitigare la rilevante presenza di ditte con profili di incerta provenienza e legalità o comunque caratterizzate da utilizzo massiccio di manodopera in subappalto, sulla quale si scaricano tutti i rischi di impresa e gli sconti dagli appalti.In definitiva ci pare che in questo modo si attiverebbe un giro virtuoso in termini di stimolo economico, rispetto ambientale, valorizzazione del lavoro buono e dell'imprenditoria locale».
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