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«No all’inceneritore di Fibbiana» centinaia di adesioni al comitato

«No all’inceneritore di Fibbiana» centinaia di adesioni al comitato

Cittadini contro Comune e Colorobbia che vuole realizzare un impianto per produrre energia dai rifiuti «Preoccupati per l’ambiente e la nostra salute». Oggi incontro pubblico in municipio a Montelupo

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MONTELUPO. Un comitato per dire No all’inceneritore di Fibbiana. È quello a cui hanno dato vita nelle ultime ore un gruppo di cittadini di Montelupo Fiorentino, che intendono opporsi alla realizzazione di un impianto per la produzione di energia tramite l’utilizzo di scarti animali e vegetali. La grande preoccupazione è che l’inceneritore possa arrecare gravi danni all’ambiente e alla salute dei residenti nelle zone limitrofe.

Il piano. L’azienda Colorobbia, specializzata nella produzione di prodotti per la decorazione (che occupa una superficie complessiva di 200mila metri quadrati) ha presentato il progetto per la costruzione in località Pratella, nella frazione di Fibbiana di un impianto per il recupero energetico da Soa (corpi interi o parti di animali o prodotti di origine animali non destinati al consumo umano) attraverso il quale produrre energia elettrica (sono stimati 8 gigawatt su base annuale), ma anche farine proteiche per la commercializzazione animale. Il nuovo impianto sarà collocato all’interno di un fabbricato esistente e precedentemente adibito ad altra produzione. La Colorobbia ha rassicurato sul rispetto dei termini di legge sia per l’emissione di agenti inquinanti nell’atmosfera, sia per la deodorazione delle maleodoranze derivanti dallo stoccaggio e dalla lavorazione degli scarti. Ma i cittadini sono preoccupati e non ci stanno.

Il comitato. Così dopo la notizia dell’avvio della procedura per la costruzione dell’inceneritore, alcuni abitanti di Montelupo si sono fatti promotori di un comitato contro la realizzazione di questo impianto. Nato da pochi giorni, il comitato sta riscuotendo numerose adesioni su facebook dove è nata la pagina “Comitato No inceneritore Fibbiana” che ha già raccolto quasi 500 mi piace. E sul sito firmiamo.it è stata indetta anche una petizione (obiettivo da raggiungere 5.000 firme) indirizzata al sindaco Rossana Mori dove vengono manifestate tutte le preoccupazioni riguardanti il nuovo impianto e dove sono elencati eventuali rischi per la salute che possono occorrere. Come fanno sapere dallo stesso comitato che ancora non ha un organigramma ben definito e che si sta dotando di una struttura operativa le ragioni del dissenso al progetto sono evidenti: «È palese che questo progetto contraddice tutte le azioni intraprese dall’amministrazione comunale di Montelupo contro i rifiuti – dicono – come la raccolta porta a porta, e contro l’inquinamento come l’adesione al patto dei sindaci gli incentivi per la conversione dei veicoli con impianto a metano e a Gpl e gli edifici pubblici ad emissioni zero». Oltre a manifestare il loro dissenso, dunque i cittadini sono anche pronti ad entrare in azione. «Sono già stati presi contatti con avvocati – fanno sapere - e siamo alla ricerca sia di tecnici ambientali che di attivisti per poter seguire ed opporsi a questo impianto con tutti gli strumenti previsti dalla legge e dialogare con le istituzioni competenti». L’obiettivo è quello di presentare eventuali osservazioni al progetto entro il termine prestabilito dall’Unione dei Comuni e riuscire così a far scattare la Via (Verifica di impatto ambientale).

Giornata cruciale. Il progetto sarà discusso oggi alle 18 presso il comune di Montelupo dove sono state convocate in seduta congiunta le commissioni consiliari “Assetto del territorio e ambiente”, presieduta da Marco Pucci e ”Lavoro, sviluppo economico e formazione professionale”, presieduta da Federico Pavese. La riunione avrà come oggetto la procedura di verifica di assoggettabilità a Via del progetto. Per decisione dei presidenti delle due commissioni, in base a quanto previsto dal regolamento del consiglio comunale, la seduta sarà aperta ai cittadini che potranno partecipare in qualità di uditori. «Sulla base di quello che sarà detto in tale occasione – fanno sapere dal comitato – sarà deciso quali ulteriori azioni intraprendere».

Alessandro Marmugi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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